Allegri: "Vlahovic dovrà lavorare tanto per raggiungere CR7"


Massimiliano Allegri si è concesso ai microfoni di DAZN dopo la vittoria in trasferta per 3-2 contro l'Empoli, i cui autori sono sono stati Kean al 32', Vlahovic al 45'+2' e al 66'.

L'allenatore della Juventus ha commentato la prestazione di ieri sera e dell'autore della sua prima doppietta in bianconero: "Vlahovic è un giocatore che non avevamo come caratteristiche nella squadra. Abbiamo fatto bene, sapevamo delle difficoltà contro l'Empoli e infatti il 3-1 non è bastato. Ci siamo. sacrificati, avevamo tanti indisponibili, sono contento per Kean e per l'entusiasmo che c'è in questo momento. Facciamo un passo alla volta, dobbiamo migliorare nella gestione della palla, ma lo spirito mi è piaciuto".

Vlahovic non è Ronaldo

Sul paragone Vlahovic-Ronaldo: "Mi aspettavo Vlahovic così, lotta e ha voglia di vincere e imparare. Ha ampi margini di miglioramento, oggi si è mosso di più. Il 7 di prima ha fatto una carriera straordinaria, non è paragonabile a Ronaldo. Per rimanere a grandi livelli bisogna avere una forza pazzesca, non basta una partita per diventare bravo, è un percorso che Dusan ha iniziato ora. Kean fa fatica spalle alla porta ma è bravo da esterno, Morata ha dato una bella palla a Vlahovic. E' semplice, bisogna solo mettere i giocatori nelle posizioni giuste e prima non li avevamo".

Davanti ci sono le tre dell'Ave Maria. Una preghiera per i paesi "deboli"

Infine ha concluso con delle parole riguardo la lotta Champions e lo scudetto, e con un pensiero sull'attuale guerra: "Quota scudetto? Minimo 84-85. Il nostro obiettivo è entrare nelle prime quattro, ci sono Atalanta, Lazio e Fiorentina. I tre davanti, le tre dell'Ave Maria, se lo giocheranno loro lo scudetto. Ora abbiamo la semifinale a Firenze, sarà divertente giocarla. Veniamo da tante partite e a livello fisico abbiamo pagato, per questo vincere stasera era importante. Sullo stato d'animo di Szczesny ci sono poche parole... solo tristezza per queste famiglie che scappano. La guerra non ci deve essere, pagano sempre i più deboli".