Serie A, il numero uno del club tuona: “Il calcio è malato dall’alto”

Pubblicato il autore: Enzo Palo

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Il caso-Juventus sta scuotendo la Serie A e oltre ai bianconeri sta trascinando nell’inchiesta dei procuratori molti altri club italiani. Sulla questione è intervenuto anche Aurelio de Laurentiis. Il patron del Napoli è sempre stato uno senza peli sulla lingua e nella sua ‘vita calcistica’ si è reso protagonista di diversi episodi eclatanti. Nella memoria degli appassionati di calcio restano impresse le parole di Adl contro Michel Platini; la fuga in motorino dopo una turbolenta e movimentata assemblea di Lega e  la rinuncia a ritirare la medaglia dopo la finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus. In questo caso il numero uno della società partenopea ha dichiarato senza mezzi termini: “Il calcio è malato dall’alto”.

Serie A: siamo di fronte a una nuova calciopoli?

Aurelio de Laurentiis in occasione della sua partecipazione alla presentazione del volume Codice di Giustizia Sportiva Figc, edito da Giuffrè Francis Lefebvre, dell’avvocato della Federcalcio Giancarlo Viglione ha parlato del caso-Juventus: “Una nuova calciopoli? Non sta a me dirlo. Non sta a me stabilirlo. Io ho già detto che il calcio è malato dall’alto, perché quando uno non vuol capire che non ci sono sufficienti risorse per andare ancora avanti con questa tipologia di campionato e non si vuole fare la Rivoluzione Copernicana perché… perché poi bisogna essere rieletti. Questo è un problema di tutti quelli che sono sottoposti a rielezione, nel mondo della politica, nel mondo dell’industria, nel mondo dei sindacati, nel mondo dello sport. E quindi nel mondo dello sport la sorveglianza è latente e la volontà di voler modificare e crearsi magari delle antipatie è difficile trovarla”.

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Adl contro il governo sul nodo fiscale

Il Presidente degli azzurri non ha risparmiato neanche diverse frecciatine rivolte al governo: “Il governo è sempre stato assente, benché il nostro gettito fiscale sia importantissimo. Una volta c’erano gli schiavi, voi credete che gli schiavi siano finiti? No, siamo tutti ancora schiavi, di una situazione chi più chi meno non piacevole”. De Laurentiis ha infine parlato anche della seconda parte della stagione azzurra, dove spera di riuscire a conquistare qualcosa d’importante.

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