Juventus: le pagelle di questa stagione (a metà)

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui

Quel che vorremmo di più, oltre alla fine dell’emergenza Coronavirus, è poter dire di più su questo campionato interrotto così bruscamente dalla pandemia in corso. Oltre questo però va detto che l’attuale stagione è la prima, dopo 8 stagioni in cui la Juventus ha dominato con esuberanza, in cui si prospetta uno spiraglio di competitività. Vedere il campionato “sospeso” è quindi una sofferenza agonistica per tutti quelli che stavano assaporando finalmente il piacere della sportività a tutto tondo.

L’atipica stagione della Juventus

Sebbene la classifica parli chiaro (la Juventus è prima), in casa bianconera le cose sono cambiate letteralmente. Lo dice, tra le righe, la classifica stessa, in fin dei conti. La pole-position è un dato di fatto, ma se vediamo il distacco dalla Lazio, seconda in classifica dopo un campionato meraviglioso, le certezze traballano. Cosa è cambiato? Se lo sono chiesto in tanti e tante sono state le risposte. Trarre una verità è quasi fantascienza. Una verità forse non esiste, ne esistono diverse: ci sono responsabilità interne ma anche esterne. Non può essere solo colpa della Juventus se quest’anno i numeri ci danno una realtà diversa dal solito. Anche perché, sebbene i numeri della Juventus siano in leggero calo rispetto al passato, mi pare scontato affermare che quelli delle altre squadre siano anche abbastanza in rialzo (Napoli a parte).

Le pagelle di questa stagione (a metà)

Per mettere chiarezza sulla stagione della Juventus, abbiamo raccolto un po’ di dati e di pensieri sulle prestazioni dei singoli giocatori e abbiamo voluto dargli un voto per comprendere meglio quante prospettive di miglioramento ha questa squadra e quali lacune devono essere migliorate. Speriamo che siano la base per fare il punto della situazione e capire meglio il da farsi per il prossimo futuro.

Portieri

Szczesny: L’ormai numero 1 della Juventus si è dimostrato all’altezza del suo ruolo. Cresciuto alle spalle del veterano Buffon, è risultato sempre fondamentale con i suoi interventi d’istinto che hanno letteralmente salvato la porta bianconera. Mai come quest’anno la Juventus ha preso così tanti gol, ma le colpe non sono solo le sue. Difficilmente Szczesny ha commesso errori o si è fatto trovare fuori posizione (a parte contro Kane in Tottenham – Juventus durante la ICC di questa estate, ma questo può anche essere irrilevante). Anzi, spesso alcuni gol sono arrivati dopo grandi respinte (poco fortunate). Ma le sue parate ed i suoi interventi ricordano la grinta del caro Gigi. Ormai è una sicurezza tra i pali e sono pochi i portieri migliori che potrebbero stare al suo posto. Voto: 7

Buffon: Da contratto, Gianluigi Buffon avrebbe dovuto giocare almeno 8 partite di Serie A, per raggiungere il record di presenze di Paolo Maldini, e 2 di Champions League. Per ora in campionato siamo a 7 presenze; 1 in Champions League a porta inviolata nell’ultima del girone contro il Bayer Leverkusen. Maurizio Sarri non rischia quando lo piazza da titolare e lo sa benissimo. Buffon a 42 anni rimane comunque una sicurezza in porta. Certo, qualche sbavatura: la giornataccia contro il Sassuolo, l’autorete contro la Roma in Coppa Italia (quasi incolpevole). Ma quante prodezze ancora nonostante l’età? L’esperienza di Gigi si fa sentire eccome, il lupo perde il pelo ma non l’istinto. E anche dalla panchina l’ambasciatore della Juventus continua ad essere di rilevante importanza. Voto: 6,5

Difensori

Chiellini: Purtroppo questa stagione di Serie A lo classifica come “assente”, anzi grande assente. L’infortunio lo ha tenuto fuori per tutta la stagione. Due sole presenze, nella prima giornata contro il Parma, in cui mette a segno l’1-0 che risulterà poi decisivo, e contro il Brescia nel giorno del suo ritorno in campo sei mesi dopo. Abbiamo comunque voluto dargli un voto sulla fiducia che si ripone nel capitano della Juventus e sulle uniche due prestazioni giocate. Senza dimenticare quanto sia motivante avere in panchina un uomo della sua caratura. Voto: 6

De Ligt: L’uomo, anzi, il ragazzino chiamato a sostituire il capitano è proprio il nuovo grande acquisto della Juventus. L’olandese che ha condannato i bianconeri nell’ultima Champions League, ha avuto alti e bassi, come giusto che sia. Si è trattato di ambientazione, nuovo calcio, nuovo mister, nuova lingua. E ha dovuto fare i conti anche con il peso del rimpiazzo di Chiellini che gli hanno affidato. Ma tutto sommato se l’è cavata benissimo. Molti lo hanno criticato, ma lui ha sempre risposto sul campo. Nelle due sfide decisive con l’Inter è stato decisivo con i suoi interventi su Lukaku (decisivo in negativo anche con un fallo di mano da rigore, seppur involontario). Eppure quelle mani hanno creato non pochi problemi al neo difensore bianconero e ai risultati della squadra. Troppi falli di mano, anche se qualche volta gli è andata meglio di come ci si aspettasse. Ma alla fine è stato educato bene e questi episodi sono cominciati a sparire pian piano. Anzi, ha messo a segno anche due gol: uno fantastico nel derby con il Torino vinto proprio grazie alla sua rete; l’altro nel 3-0 contro la Fiorentina. Ha sfiorato il gol anche in altre diverse occasioni. Si conferma un tipico difensore della Juventus: una roccia in difesa, una minaccia sui calci d’angolo. Qualche distrazione e qualche imprecisione nella prima parte di campionato lo hanno reso soggetto a svariate critiche (vedi la partita contro il Sassuolo), ma si sta dimostrando per quello che è e per quello che è stato pagato, risultando decisivo e fondamentale nella seconda parte di stagione. Chiellini in panchina non è più una preoccupazione. Voto: 6,5

Bonucci: Il neo capitano della Juventus si è dovuto caricare tutto il peso della squadra, non potendosela più dividere con Chiellini. Lo ha fatto bene, come suo solito. Grande motivatore e trascinatore, lo abbiamo spesso visto e sentito urlare ai compagni, dargli consigli, rimproverarli quando notava lo scarso impegno di qualcuno. Qualche manina di troppo la alza anche lui, nonostante l’esperienza. Ma è anche grazie a lui che De Ligt oggi è diventato quel che è. Lo ha assistito e consigliato molto durante tutta la stagione, ha dialogato con lui e ha gridato di gioia con lui, creando una chimica di coppia (quasi padre-figlio) che fa assaporare ai tifosi juventini la prospettiva di un futuro solido. Sempre presente, mai in ritardo. La Juventus gli ha chiesto tutto quest’anno e lui l’ha dato. Voto: 7 

Demiral: Forse la più bella sorpresa della Juventus. Sebbene non abbia giocato moltissimo, il difensore turco ha eccelso ogni qualvolta è sceso in campo. Ha dimostrato di volere questa maglia, sudandosela. Ha accusato il cambio di allenatore e il balzo in un top club molto meno di De Ligt. Per la grinta e l’istintività ricorda molto un’altra grande bandiera juventina, Paolo Montero (cartellini rossi a parte, fortunatamente). Si è reso partecipe di grandi interventi difensivi (pensiamo alla bella prestazione nel suo esordio in Champions League contro il Leverkusen) e anche di un gol, contro la Roma in campionato, in quella giornata per lui molto sfortunata: infortunio e stagione finita. Si è ben certi che tornerà alla grande e Maurizio Sarri lo vuole ancora. Voto: 6,5

Rugani: Di certo non il primo della classe. Dopo un’estate in cui è stato vicino alla cessione, lo sarà ancor di più nella prossima finestra di calciomercato. Giocatore capace, ma molto disattento, forse un po’ insicuro. Pericoloso in attacco sui calci d’angolo, ma altrettanto in difesa con qualche scivolone di troppo. Soffre molto la concorrenza dei veterani della Vecchia Signora. Risulta fondamentale solo quando la difesa si ritrova in numero corto per via degli infortuni. Quando gioca restano tutti col fiato sospeso per via della preoccupazione e dell’instabilità che si crea nel reparto difensivo. Deve crescere molto ma ha le capacità per farlo. Si spera in un futuro più florido. Voto: 5 –

De Sciglio: Un altro nome che ha scatenato spesso scompiglio tra i tifosi e la società. Molto si chiedono perché ancora giochi con la casacca bianconera. Voluto fortemente da Allegri che lo portò alla Juventus nel 2017, non ha mai convinto del tutto. Come Rugani, risulta spesso troppo superficiale e disattento. Distrazioni che spesso creano pericoli quasi insormontabili per la difesa bianconera (vedi l’ultima di campionato contro l’Inter). Forse sta pagando anche il prezzo della discontinuità, ma finora non ha convinto nessuno, Sarri in primis. Voto: 5 –

Alex Sandro: Giocatore ambivalente. Se fino a ieri risultava difficile immaginare una fascia sinistra senza di lui, ultimamente le prestazioni del terzino brasiliano sono iniziate a calare. Stagione non eccelsa: lo troviamo spesso in forma poco smagliante, pecca di lentezza fisica e di gioco, poco incisivo nell’uno contro uno. Per fortuna nei match decisivi, ma tutto sommato anche in altri, risulta ancora un giocatore determinante e si rende protagonista di assist al bacio (vedi quello per Ronaldo contro la Sampdoria o il passaggio decisivo per Matuidi nell’azione del gol di Ramsey contro l’Inter). Questi alti e bassi lo hanno fatto finire nella lista delle possibili cessioni in quanto non risulta più essere una sicurezza. Ammesso che si riesca prima a trovare un suo sostituto. Voto: 6

Danilo: Aveva iniziato alla grande con esordio e gol nel rocambolesco 4-3 contro il Napoli alla seconda di campionato. Poi qualche guizzo contro il Lecce e diversi piccoli infortuni che ne hanno compromesso le prestazioni. Per quel che si è visto, qualcuno ha anche rimpianto João Cancelo. Anche lui, forse più di Alex Sandro, pecca di lentezza del gioco e di spirito di iniziativa. Poco da dire su di lui, ma quel tanto che basta per capire che sulla fascia destra una squadra come la Juventus può pretendere di più. Voto: 5

Centrocampisti

Cuadrado: Impiegato nei ruoli più disparati, ma sempre sulla sua cara fascia sinistra. Da terzino Cuadrado non ha di certo espresso le sue qualità migliori. Perde l’uomo e commette falli pericolosi, soffre un po’. Molto meglio come esterno di centrocampo o come esterno d’attacco. La sua agilità, la sua capacità nel dribbling ed i suoi lunghi lanci sono preziosi per il gioco rapido che vuole Sarri. Giocatore grintoso che raramente perde la concentrazione, tranne in qualche occasione di particolare nervosismo. Ad oggi è un punto cardine del centrocampo, insostituibile. Voto: 7

Pjanic: Forse il dubbio più grande che la Juventus sta affrontando in questa stagione. Un’incognita. Si è dimostrato uno dei migliori ad inizio stagione, nonostante lo “shock” del cambio di filosofia di gioco. Sarri puntava tutto su di lui, lo ha reso il punto cardine del gioco, ancor più rispetto a prima. Forse tutta questa responsabilità, assieme all’aumento progressivo dell’impegno necessario in campionato e Champions League, lo hanno schiacciato letteralmente. Per lui diversi infortuni durante la stagione e un calo abissale da dicembre in poi, non più pervenuto. Sarà da riscoprire non appena si ritornerà in campo. A quel punto si potranno fare delle valutazione migliori e capire quale sarà il futuro del bosniaco. Voto: 6 –

Khedira: Per quel che ha giocato, il centrocampista tedesco non ha affatto dispiaciuto. Ha giocato molto nella prima parte di campionato (fino a novembre) guadagnandosi la stima di Sarri, avendo saputo assorbire con prontezza le richieste di gioco e di movimento del mister livornese. Poi l’infortunio ha stravolto quella che poteva essere per lui una stagione iniziata molto bene e che aveva tutte le carte in regola per finire anche meglio. A volte ci sorprende con degli errori facilmente evitabili, sembra un po’ impacciato, ma sa anche rendersi pericoloso. Decisamente non solo una pezza di rimpiazzo per Pjanic e Bentancur, il ragazzo ha carattere e vuole dimostrarlo ancora. Ha vinto il duello con Emre Can, non bisogna scordarselo. Voto: 6 +

Matuidi: Il francese campione del mondo 2018 è uno degli altri nomi controversi di questa stagione. Nonostante la sua titolarità non sia in discussione, i tifosi negli ultimi mesi non hanno per niente gradito le sue prestazioni un po’ deludenti. Se la Juventus a centrocampo soffre non è solo colpa della sparizione di Pjanic. Il centrocampo tutto è in discussione e anche lui ne è colpevole. Dotato di forza fisica e velocità, ha mostrato anche buona fluidità di gioco in diverse occasioni. Ma, nel complesso, non ci ricorderemo di questa stagione come una delle migliori di Blaise Matuidi. Spesso in campo, ma spesso assente. Manca un pizzico di visione di gioco e di grinta in più. Voto: 6 –

Rabiot: Forse la delusione più grande in casa Juventus. Molti, a partire da Sarri, ancora tentano una difesa nei confronti del timido francese. Timido in tutti i sensi: sul campo affonda poco, dà l’impressione di muoversi senza un preciso orientamento, spreca tanti palloni decisamente meglio sfruttabili e ne perde altrettanti. A giugno sembrava di aver fatto il colpaccio, sembrava fosse arrivata “la svolta”. Tutto fumo e…fumata nera. Voto: 4,5

Ramsey: L’altra “svolta” del nuovo centrocampo della Juventus doveva essere lui. Ha sicuramente convinto più di Rabiot, nonostante abbia giocato molto meno di lui visto che ha subito diversi infortuni, ma qualcuno dal gallese si aspettava di più. Nì nella prima parte di stagione, un sì per niente regalato nella seconda parte. Diversi gol e belle giocate (vedi il pallonetto-gol alla Spal e il gol all’Inter). Riesce spesso ad inserirsi in spazi vuoti del campo creando pericoli per le difese avversarie. Il gioco di Sarri pare piacergli. In netto miglioramento. Voto: 6,5

Bentancur: Uno dei pochi di cui si può parlare senza dare troppo peso ai suoi errori, che comunque ci sono: il pasticcio contro il Verona parte da lui, ad esempio. Ma ci si ricorda anche quando uscì per infortunio contro la Lazio in campionato e la partita cambiò totalmente. Adorato da Sarri, è uno dei giovani di maggiore prospettiva. Completo, rapido, aggressivo, dotato anche di buon tiro. Migliorato molto rispetto all’era Allegri. Ha acquisito sicurezza e cattiveria. Futuro solido nel centrocampo bianconero. Voto: 6,5

Bernardeschi: Si puntava tanto su di lui. La scorsa stagione è stato un forsennato, pedina importantissima nel centrocampo di Allegri. Quest’anno Sarri ha ribaltato tutte le quotazioni su di lui. Forse il “sarrismo” non è nelle sue corde, o nei suoi piedi. Ha convinto poco e ha giocato poco. I tifosi però ancora lo cercano e lo motivano a dare il meglio, credono in lui. Il carattere, la forza, la grinta, in campo e fuori, non gli mancano. Forse ha bisogno di più spazio, decisamente. Ma è tra la lista dei cedibili. Voto: 5

Attaccanti

Douglas Costa: Che dire di lui. La sua unica debolezza è la sua fragilità. Quando è al top è il momento in cui ci si deve preoccupare di più perché le sue gambe sono lì per cedere. Rapidità, resistenza, agilità, dribbling. Enorme potenza di tiro, anche se spesso pecca di precisione. Forse l’unico vero “brasiliano” tra i tre presenti in rosa. Svolta le partite generando confusione e giramenti di testa agli avversari. Voto: 6,5

Higuain: Ha il carattere del numero 9 ma il peso di questa maglia spesso lo porta a scatti di nervosismo che gli fanno perdere la freddezza che il campo richiede. Molto emotivo e non lo nasconde per niente. Ma questo è “il Pipita”, prendere o lasciare. E mi sa che l’anno prossimo sarà un anno senza Juventus per l’argentino. Tanta concorrenza interna, nonostante sia ancora un giocatore importante e di qualità. I suoi gol li fa, e anche belli, ma in casa bianconera c’è aria di rinnovamento. Gli va riconosciuto anche il tanto impegno e il tanto cuore che mette nelle partite: un giocatore a tutto campo, si spende per la squadra, vuole sempre la vittoria. Il tipico giocatore che merita la maglia della Juventus, ma le strade, anche le più belle, spesso portano ad un bivio. Voto: 6,5

Dybala: La “Joya”. Vederlo giocare è una gioia non solo per i tifosi bianconeri, ma per tutti gli amanti del calcio e dello sport. Per lui non c’è bisogno di ricordare quell’assist riuscito bene o quel gol spettacolare che ha incantato il pubblico. A volte basta solo un nome e una “Dybala mask”. Nulla da invidiare a CR7, se non i palloni d’oro e le Champions League. Ma per lui la strada è indiscutibilmente quella. Innalzato a bandiera della Juventus, si prospetta per lui un futuro da capitano. Lui è, per molti, l’erede indiscusso del vecchio caro numero 10: Alessandro Del Piero. Voto: 8

Ronaldo: Di certo l’unico che non ha bisogno di presentazioni. Ha battuto ogni record in questa stagione, nonostante sia stato al centro di diverse polemiche provenienti sia dal campo che da fuori (vedi quelle con Sarri per la sostituzione contro il Milan). Intoccabile, ed è inutile chiedersi il perché: 16 gol in 11 partite di fila in Serie A (tra cui la sua prima tripletta contro il Cagliari). La gara con la Spal, in cui ha segnato l’ultimo gol di questa serie, è stata la sua partita ufficiale numero 1000. Ha segnato i suoi primi 50 gol in 70 partite di Serie A, risultando secondo nella classifica di sempre degli stranieri. Oggi è secondo in classifica marcatori del campionato italiano con 21 gol, di cui 7 rigori (neanche uno sbagliato). Certo è che avrebbe potuto segnare anche qualche gol in più. Quanti se ne è letteralmente mangiati. D’altronde da CR7 lo si può pretendere. Voto: 8,5

Allenatore

Sarri: Il tecnico della Juventus è quello che più di tutti si è dovuto sorbire le critiche delle scarse prestazioni della Juventus. Ma le ha accettate senza risentimenti, anzi le ha prese come spunto per lavorarci su. Ci sta riuscendo, lo dimostrano le prestazioni dei singoli e il miglioramento di tutta la squadra nel complesso. Pensiamo a quanto sia migliorato De Ligt nel corso dei mesi, l’averci visto giusto su Demiral e Khedira, l’aver saputo reggere il confronto con Ronaldo e l’aver gestito bene il suo prediletto Higuain. Poi i risultati parlano chiaro. La Juventus, nonostante la concorrenza affiatata, non demorde. Anzi, lotta fino all’ultimo sangue. La rivoluzione sarriana è solo all’inizio. Sebbene pare sia incerto il suo futuro alla Juventus, ha sicuramente lasciato il segno, come suo solito. Questa Juventus sarà ricordata di certo. Voto: 6,5

Media squadra: Voto 6+

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