Roma: la fine dell’Impero Romano d’Occidente

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


È successo di tutto in questo ultimo mese e non solo dal punto di vista meteorologico, che (come spesso accade in questa città) ha fatto cadere certezze ed incertezze come un castello di carte alla prima folata di vento creando caos su caos, passando dalla certezza (eufemismo) Champions League con Antonio Conte (prossimo allenatore dell’Inter) ai preliminari di Europa League con mister X visto che anche Gian Piero Gasperini ha rinnovato l’Atalanta. Ma andiamo per ordine provando a fare chiarezza su una vicenda che di chiaro ha ben poco ed è ingarbugliata più di una spy story degna di un film di 007, e non si sa come andrà a finire visto che il fondo non si vede

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Roma “azienda”
A mio avviso gli errori “grossolani” della Roma “azienda” nel suo insieme sono stati i due pareggi di Genova e Reggio Emilia ma soprattutto la leggerezza nel trattare la delicata “questione De Rossi che ha scatenato una “caccia all’azienda” che ha dell’inverosimile. La Roma aveva una piccolissima possibilità di accedere alla Champions League, ma il discorso purtroppo si è spostato fuori dal campo “distraendo” anche i calciatori che avrebbero dovuto essere concentrati sull’obiettivo. Se una società decide di privarsi di un calciatore di 36 anni (vedi Juventus – Del Piero) che ha giocato 17 gare quest’anno anche per problemi di infortuni che lo affliggono da anni, va bene ma non in quel modo, a due giornate dal termine in una città che ancora non ha assimilato l’addio di Francesco Totti. Quel Francesco Totti che è rimasto in silenzio ed impassibile come fosse “complice” o “connivente” dell’azienda mentre si rincorrevano le voci di un divorzio, ed una promozione a DT che al momento non è arrivata. Quindi contestazioni globali (alcune come se fossero figlie di una regia occulta) che hanno “unito” i romanisti da Sydney a New York; da Bergamo a Pechino “inquinando” le pagine del Nebo Restaurant e dei Boston Celtic contro Pallotta & Company, complici anche di un assenza fisica, dove chiunque si arrogava il diritto di parlare senza averne i numeri. L’unica certezza che rimaneva, era un saluto degno al De Rossi capitano dal suo pubblico (che non l’ho ha sempre amato a dovere) con l’abbraccio finale tra Totti e De Rossi, mentre si consumava l’ennesimo delitto ancor più grave che ha sconquassato la città

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Che o quale futuro?
La cosa da fare, ed in fretta è voltare pagina, partendo da Petrachi che sceglierà il nuovo allenatore (ed è già difficile) ma l’attenzione la ruba ancora il “fuori campo” con una notizia/inchiesta che ha dell’inverosimile. De Rossi ed i senatori contro Totti (speriamo finisca il silenzio e faccia chiarezza su tutto questo torbido pour parler) anche perché prima di questo si parlava di un audio tra i due che lasciava intravedere tutto e niente. Quello che doveva essere visto per quello che era, ovvero un atto d’amore, un abbraccio fraterno tra due romanisti, è diventato la nemesi dopo la catarsi facendo intravedere il momento Roma in tutto il suo insieme. Adesso con le 1000 voci nuove che escono ogni giorno in città, ci auguriamo (da tifosi giallorossi) una risalita rapida, sperando che il fondo quatarino ed il principe Al Khelaifi non siano solo sogni di una notte di mezza estate.

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