Fabio Borini: un professionista esemplare

Pubblicato il autore: Federico Iacopini Segui

A Milanello è stata un altra estate bollente, con le solite porte girevoli (tutt’ora in funzione), che hanno portato a varie cessioni di spessore e l’acquisto di giovani che possano fare le fortune del Milan. Ciononostante, la base di giocatori a disposizione di Giampaolo era già di un certo livello, con talenti puri come Paquetà e Suso, killer d’area come Piatek, jolly come Bonaventura e Calhanoglu, ma soprattutto un lavoratore instancabile: Fabio Borini.

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Arrivato in sordina durante il mercato dell’estate 2017  per una cifra vicina ai 6 milioni di euro, Fabio è uno dei giocatori maggiormente sottovalutati della rosa milanista. Il classe 1991 con i vari allenatori che ha avuto nei suoi due anni al Milan si è messo a disposizione più di chiunque altro, infatti è arrivato con l’idea di giocare come esterno di attacco, ruolo che ricoperto spesso con Gattuso nel suo tridente offensivo, ma all’occorrenza l’ex Liverpool e Roma ha ricoperto il ruolo di terzino, sacrificandosi e tappando il buco sulla  fascia destra lasciato da alcuni infortuni. Inoltre, il nativo di Bentivoglio ha dato una mano alternandosi con Cutrone e Piatek nel periodo in cui si è iniziato a pensare ad un passaggio a due punte, tornando al suo ruolo originario di seconda punta. In questa estate in cui la maggior parte dei non titolarissimi (e anche alcuni di loro, vedi Suso e Cutrone) è stato trattato come cedibile al giusto offerente, Borini ha tenuto bassa la testa e ha fatto quello che gli riesce meglio: si è messo a disposizione.

Il risultato? Un’altra evoluzione tattica inaspettata. Infatti, con Paquetà e Kessiè di ritorno rispettivamente da Coppa America e Coppa d’Africa, sull’interno di centrocampo si è creato un vuoto che Fabio è stato chiamato a riempire da Marco Giampaolo. Le reazioni negative dei tifosi rossoneri non si sono fatte attendere troppo, con i suppoerters del diavolo che vorrebbero in rosa giocatori di maggior livello.  Questo non ha scalfito l’umore di Borini, il quale, sempre col sorriso sulle labbra, è stato l’uomo con più minuti giocati del centrocampo targato Marco Giampaolo. Le prestazioni che ha offerto sono state solide e spensierate, in linea con le sensazioni di progresso mentale e tattico portate dal tecnico ex Sampdoria. Dopo un mese di luglio passato ad inseguire profili come Veretout e Praet, accasatisi rispettivamente alla Roma e al Leicester, l’alternativa alla mezzala destra titolare, che con ogni probabilità sarà Kessiè, si è materializzata in Fabio Borini, uno che ha fatto del duro lavoro e dell’impegno le sue armi migliori. Lavoro e impegno, che sono proprio tutto ciò che un allenatore desidera dai propri giocatori, tanto è che Fabio è “sopravvissuto” a già due allenatori rossoneri ed ora è già nelle grazie del terzo, quando altri con un tasso tecnico superiore non sono riusciti a fare lo stesso. Ogni allenatore vorrebbe un giocatore come lui in squadra e sarebbe il caso che i tifosi del Milan iniziassero ad avere maggiore stima di un uomo che sta dando tutto per i colori.

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Fabio Borini: un professionista esemplare.

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