Quando Sconcerti disse: "Moratti faceva pedinare i suoi dipendenti. Moggi e Facchetti chiamavano..." - VIDEO

Luciano Moggi al telefono, ex dirigente della Juve
MARIO SCONCERTI MORATTI - Nel lontano 2012, il giornalista Mario Sconcerti, deceduto il 17 dicembre 2022, all'età di 74 anni, era tornato sulla questione Calciopoli.

Mario Sconcerti, le accuse a Moratti, Moggi e Facchetti

Su Sky Sport espresse il proprio pensiero, e con tutta sincerità, in merito alla situazione:

"Intanto sono venute fuori una valanga di intercettazioni diverse e hanno messo in seria difficoltà l'Inter. Non ci scordiamo che l'Inter sta usando la prescrizione, perché altrimenti sarebbe stata deferita con argomentazioni utilizzate dal PM della Federcalcio molto molto pesanti. Quello che bisogna semmai ricordare di fondo è che due colpevoli non fanno un innocente. Cioè, se l'Inter fosse colpevole al 50% della Juve, non significa che diventa innocente perché il tuo avversario anche ha commesso la tua stessa colpa...sono due colpevoli. Non solo, ma quando Moggi o Facchetti telefonavano agli arbitri, perché telefonava anche Facchetti, ci sono le registrazioni, era per avere che cosa? Quando Facchetti telefonava a Bergamo e aveva certe risposte, l'avversario non era mica la Juve, ma un altro danneggiato che andava a giocare con un arbitro favorevole all'Inter.

Io non voglio rientrare in quel tempo, ma anche Moratti deve stare attento a quello che dice, perché lui nel 2006 faceva pedinare i suoi dipendenti, faceva pedinare e mettere sotto controllo i telefoni dell'Arbitro De Santis. Cioè, se vogliamo voltare la pagina, voltiamola tutti insieme. Non può essere la classifica della sfiga: tu cattivo ne prendi 10, tu cattivo ne prendi 8. Ci sono stati errori diffusi, chi più chi meno, ma ci sono stati errori che hanno subito gli altri. Non la Juve o l'Inter, li hanno subiti gli avversari. Quindi calma, calma".

Ecco la clip delle frasi di Sconcerti, risalente al 2012.

Chi era Mario Sconcerti, fede calcistica, carriera, vita privata, moglie, figlia dell'autore italiano

Mario Sconcerti, nato a Firenze il 24 ottobre 1948, è stato un giornalista e scrittore italiano. La sua carriera si è svolta principalmente al Corriere dello Sport - Stadio, quotidiano sportivo per il quale è stato anche direttore. Ha diretto anche Il Secolo XIX.

La sua fede calcistica è nota a tutti. È infatti un appassionato sostenitore della Fiorentina, essendo anche nato nella città viola. All'epoca, nel periodo in cui Vittorio Cecchi Gori presiedeva il club, è stato anche generale del Cecchi Gori Group. In quel contesto, diventò celebre una sua litigata con Giancarlo Antognoni, che si dimise.

Per molti anni ha partecipato a programmi televisivi dedicati al calcio in onda su Sky Sport, sulla Rai e sulle reti Mediaset.

Era figlio di Adriano Sconcerti, noto agente sportivo nel mondo del pugilato.

Sconcerti è stato sposato due volte. Con la prima moglie il rapporto è terminato verso la fine degli anni Settanta. Nel contesto del giornale ha conosciuto la sua seconda consorte, con la quale stava insieme da ben 43 anni. Non è data sapere l'identità di quest'ultima. Si sa invece quella della loro figlia, Martina Sconcerti, ma non si sa se ci siano stati anche altri figli. Il sito del Corriere della Sera ha fatto sapere però: "La moglie ha raccontato che un malore lo ha colto in maniera improvvisa. A nulla sono serviti i tentativi dei medici per rianimarlo. Ha commentato i Mondiali, fino al ricovero, una decina di giorni fa".

Il giornalista sportivo è morto a Roma il 17 dicembre 2022. Era malato da tempo, ricoverato da qualche giorno ed è stato colto da arresto cardiaco. Nelle sue ultime apparizioni in tv, si diffuse sul Web la notizia che l'uomo fosse affetto dal Morbo di Parkinson, per via di alcuni tremori visibili agli spettatori. Tuttavia, la notizia non è mai stata confermata dal diretto interessato.

Il messaggio della figlia di Mario, Martina Sconcerti in ricordo del giornalista

Martina Sconcerti è parecchio attiva su Instagram, dove promuove la sua attività di Career Coach. In seguito alla morte del padre aveva scritto un tenero messaggio nelle Stories: "Ci eravamo sentiti due ore prima e mi hai detto di stare bene. Te ne sei andato con un colpo di scena, come volevi tu. Mi avevi detto che ti avrebbero dimesso lunedì, ero serena, ce l'avevo fatta, avevi vinto tu. E invece, colpo di scena. Ti organizzerò un funerale laico e festoso, come avresti voluto. Con tanta gente, buon vino e buon cibo. Certo che potevi restare un altro po', avevi appena capito che lavoro facevo. Avevamo ancora parecchie cose su cui scaldarci. Perché sì, discutevamo tanto, mi facevi arrabbiare, ma per fortuna sei andato via che ci eravamo appena detti 'Ti voglio bene'".