Juventus, scelte tattiche sbagliate e poco equilibrio in mezzo al campo. Allegri nel mirino dei tifosi

Pubblicato il autore: Danilo Servadei Segui

Massimiliano Allegri (50) dirige i suoi ragazzi da bordo campo

Vedendo solo il risultato, viene da pensare che la Juventus abbia lottato fino alla fine in quel di Marassi contro la Sampdoria, ma il 3-2 finale non può e non deve assolutamente nascondere l’ennesima umiliazione subita dai bianconeri. L’anno scorso, un primo tempo orribile bastò a tagliare le gambe agli uomini di Allegri che, contro l’altra genovese, il Genoa, persero 3-1. Diversamente da quella sconfitta, però, quella di oggi contro la banda di Giampaolo, fa ancora più rabbia, poiché la Juve, fino al gol blucerchiato, aveva giocato e dominato la gara, sfiorando più volte il gol, per poi sciogliersi come neve al solo dopo la rete di Zapata. Non c’è stata una sola partita, ma ben tre partite: una dove la Juve se l’è giocata, un’altra dove la Juve è sembrata un agnellino impaurito difronte al lupo doriano, cinico e spietato, e un’altra ancora dove ha tirato fuori l’orgoglio, segnando due gol in tre minuti, complice anche un rilassamento avversario.

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La sconfitta di oggi può essere letta sotto vari punti di vista, ma molti tifosi bianconeri sono concordi su una cosa: Allegri ha sbagliato formazione. Non è la prima volta che il tecnico toscano incappa in questo errore. Innanzitutto, questa di oggi pomeriggio non era affatto una partita per Mandzukic, con il croato che, se non per due imbucate sulla sinistra nel primo tempo, non si è fatto mai vedere. Questa era la classica partita dove avrebbe dovuto giocare Douglas Costa, vista la quantità enorme di spazi che offriva la Sampdoria nel primo tempo. Il brasiliano, infatti, entrato nella ripresa, è stato decisivo nei due gol bianconeri, conquistandosi un rigore e fornendo l’assist per il gol di Dybala. Già, Dybala, messo inspiegabilmente in panchina dopo aver giocato pochissimi minuti con l’Argentina, quando oggi la sua fantasia sarebbe servita come il pane. Perché metterlo in panchina adesso e non qualche settimana fa quando non si reggeva neanche in piedi? Solo Allegri lo sa.

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Il mister bianconero, in conferenza stampa, ha affermato che rifarebbe le stesse scelte, ma la sensazione è che, riguardandosi il match, anche lui capirà di aver sbagliato nuovamente. Bernardeschi non ha giocato una brutta partita, ma gli è stato chiesto troppo per uno che sta ancora cercando di amalgamarsi al gruppo ed alla fine anche Allegri se ne è accorto, sostituendolo dopo pochi minuti della ripresa. Altra scelta abbastanza discutibile è stata quella di mettere Asamoah titolare al posto di Alex Sandro, con il brasiliano nel pieno dell’energie, visto il poco minutaggio con il Brasile. Con Alex Sandro, la pericolosità sulla sinistra sarebbe stats sicuramente maggiore, invece con il ghanese, ogni volta che la Juve ripartiva, l’azione ristagnava troppo sulla fascia, permettendo alla Sampdoria di rientrare. Così come discutibile è stato l’impiego di Pjanic, ancora non al meglio dopo una sola settimana di lavoro in gruppo, anziché puntare su Marchisio che avrebbe potuto disegnare le giuste geometrie e mettere ordine a centrocampo.

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Tante le scelte sbagliate, quest’oggi, in quel di Marassi che, unite alla poco concretezza, hanno portato la Juventus ad una nuova, brutta sconfitta. Il reparto difensivo continua a scricchiolare (14 gol subiti dopo 13 giornate, quasi la metà dei gol subiti nello scorso campionato) ed Allegri non riesce a dare ancora l’equilibrio giusto. Ora i punti di distacco dal Napoli sono 4, che potrebbero diventare 7 in caso di sconfitta al San Paolo, la Juve non può più permettersi passi falsi poiché, continuando così, difficilmente arriverà il settimo titolo consecutivo.

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