Benatia: “Nella Juventus si vince grazie al lavoro. Alla Roma non capivo”

Pubblicato il autore: Margot Grossi Segui

Medhi Benatia e Blaise Matuidi protagonisti in un video pubblicato dal canale Youtube Bros. Stories si sono resi protagonisti  Il numero 4 bianconero esordisce subito parlando del passaggio di Blaise dal Paris Saint German a Torino: “Ti conosco da tempo e posso vedere che stai bene da quando te ne sei andato da Parigi”. Matuidi conferma, esplicitando come gli siano stati di aiuto lui e il bosniaco Pjanić: “Devo dire la verità, mi avete dato una grande mano. E poi la cosa più importante è che i bambini e mia moglie stiano bene. Italiano? Ho smesso con le lezioni, erano un po’ noiose. Il posto migliore per imparare la lingua è lo spogliatoio”.

La conversazione verte poi sui trofei esposti nel museo della società bianconera e sul grande club che è la Juve: “Sto entrando in un’altra dimensione. Qui ho scoperto il rigore. In fondo se hai fatto due finali di Champions in tre anni…”Ed è proprio qui che il difensore franco-marocchino rievoca i tempi in cui era alla Roma, spiegando come all’epoca non vedeva di buon occhio la rivale Juventus: “Quando vedevo la Juve vincere dicevo: ‘Si, ma la Juve non gioca bene. Vince sempre perché l’arbitro...’. Sono le scuse dei perdenti, però poi quando vedi il modo in cui si lavora, capisci che si è obbligati ad avere dei risultati”.
Una dichiarazione vera, sincera, da parte sua, ma che non vuole di certo andare contro la sua ex squadra, dove disputò la stagione 2013-2014, ottenendo il riconoscimento di “Calciatore dell’anno” da parte dell’UTR (Unione Tifosi Romanisti), oltre a numerosi altri premi a livello inviduale.

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Con queste parole il capitano della Nazionale marocchina vuole piuttosto esaltare il metodo usato dalla dirigenza, la serietà e la professionalità che si respira in casa Juventus, andando ovviamente, anche a placare le voci dei tanti tifosi che la pensano al contrario: “Questo è quello che la gente in Italia non capisce. Non si chiedono qual è il modo in cui lavoriamo alla Juve“. Infine, si rivolge così al compagno Matuidi: “Ti ricordi? All’inizio della stagione mi hai detto che l’Inter e la Roma erano qua. Cosa ti ho detto io? Ascoltami, Blaise. Conosco la Serie A. Fra due mesi non ci sarà più nessuno. Puoi vincere 7-8 partite, 9-10 partite, ma 38… Il calcio italiano è difficile, hai visto com’è duro. Contro di noi tutte le squadre giocano la partita della vita. Non sono soltanto i giocatori della rosa che fanno la differenza. E’ il lavoro! La Juve oggi domina in Italia grazie a questo. La gente non immagina quanto lavoriamo. Dovrebbe essere con noi per vederlo”.
Non può essere di certo un caso. Parole forti, ma incontrovertibili, visti i risultati ottenuti negli ultimi anni. Medhi è completamente convinto di ciò che dice ed entrato da subito nei meccanismi del team di Allegri. Le statistiche parlano per lui, che con rispetto, impegno e compostezza è riuscito a riconquistarsi un posto da titolare in Serie A, e ad assicurarsi, insieme ai suoi colleghi, la qualificazione alla finale di Coppa Italia, che si giocherà il prossimo 9 maggio contro il Milan.

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