Serie A, Torino: è l’ora di alzare l’asticella, obiettivo Europa

Pubblicato il autore: Alberto Palermo Segui
TURIN, ITALY - JANUARY 06: Torino FC head coach Walter Mazzari looks on during the serie A match between Torino FC and Bologna FC at Stadio Olimpico di Torino on January 6, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Il Torino di Urbano Cairo è stata senza dubbio una delle società più attive sul mercato in questa pazza sessione estiva. L’obiettivo non è stato apertamente dichiarato ma è chiaro: provare a tornare in Europa.
L’ultima apparizione è datata 19/03/15  quando la squadra guidata da Gian Piero Ventura venne eliminata agli ottavi di finale di Europa League per mano dello Zenit, nonostante la vittoria casalinga.
Negli ultimi 4 anni il Torino non è mai andato oltre il nono posto ma quest’anno dovrà provare a fare di più, cercando di raggiungere quanto meno quella settima posizione che, in caso di vittoria della Coppa Italia da parte di una squadra già qualificata alle coppe europee (come spesso accade), gli garantirebbe l’accesso ai turni eliminatori di Europa League.
Conquistarla non sarà semplice specialmente perché tutti i club, anche quelli di media e bassa fascia, si sono rinforzati molto, ma ci sono tanti motivi validi per cui raggiungere l’obiettivo potrebbe essere alla portata.
Primo tra tutti Walter Mazzarri e il suo 3-5-2, vero e proprio marchio di fabbrica. Quest’anno ha avuto l’opportunità di costruire la squadra a sua immagine e somiglianza, riuscendo ad ottenere dal mercato molti giocatori funzionali al suo sistema di gioco.
Il Presidente Urbano Cairo ha messo pesantemente mano al portafogli e il Direttore Sportivo Petrachi ha agito seguendo alla lettere le indicazioni del mister.
Il Torino è stata la sesta squadra per spese effettuate in questa sessione di mercato, con ben 48.90 milioni di euro (dati Transfermarkt) impegnati per allestire una squadra di tutto rispetto. E’ stata, inoltre, la quarta se guardiamo la classifica dei saldi negativi, dietro soltanto a Juventus, Milan e Udinese con un rosso di 33.40 milioni di euro (dati Transfermarkt). Con questi numeri, l’Europa può essere più di un semplice pensiero e deve diventare un obiettivo concreto.

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Analizziamo adesso la rosa granata per la stagione 2018/19: in porta una sicurezza di nome Salvatore Sirigu, capace di salvare il risultato a San Siro con una parata strepitosa su Perisic.
Pacchetto difensivo di grande esperienza con Izzo, acquistato dal Genoa, N’Koulou, riscattato dal Lione,  e Moretti e giovani di prospettiva come Lyanco, Bremer, ex Ateltico Mineiro, e Djidji, prelevato dal Nantes.
Sulle fasce la spinta di due veterani come De Silvestri e Ansaldi e la freschezza e la forza fisica di Ola Aina, arrivato in prestito dal Chelsea. Sulla fascia sinistra è stato provato anche Berenguer che rispetto ai 3 precedentemente citati è più offensivo e meno fisico.
A centrocampo il Torino ha sia la qualità che i muscoli, la prima è attribuibile sia a Baselli, da cui ci si aspetta sempre qualcosa in più, che a Soriano, arrivato dal Villareal, ma anche al giovane Lukic; la forza fisica, invece, è una delle migliori caratteristiche di Meité, arrivato dal Monaco tramite lo scambio con Barreca e già in goal a San Siro, e di Rincon il “generale” del centrocampo che abbina alla forza anche un’eccellente tecnica.
L’attacco è senza dubbio il reparto più qualitativo guidato dal “Gallo” Belotti, che sembra aver superato le noie fisiche dello scorso anno ed essere tornato ad alti livelli, e da Iago Falque, sempre prezioso anche da seconda punta grazie ai suoi inserimenti e alla sua visione di gioco.
In extremis è arrivato anche il colpo più costoso di questa campagna acquisti: l’attaccante classe ’91 Simone Zaza dal Valencia che , molto probabilmente, si alternerà con Iago per un posto in coppia con Belotti.
Se resterà in granata sarà molto importante anche l’apporto di un giocatore da sempre discontinuo ma con grandi colpi: stiamo parlando di Adem Ljajic. Chiudono il reparto il giovane Edera e Niang, che ormai sembra sul piede di partenza e che non rientra più nei piani di Mazzarri.
Il Torino c’è e si è visto già nei primi due test molto impegnativi contro la Roma, pareggio sfumato solo all’ 89esimo grazie alla prodezza di Dzeko, e contro l’Inter uscendo da San Siro con un punto meritato e conquistato in rimonta.
Ci sono tutti gli ingredienti giusti per far sì che questo diventi l’anno del Toro.

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