Gravina propone partite al Sud, quanto è rischioso?

Gabriele Gravina, presidente della Figc, è preoccupato per il calcio italiano, in special modo per la seria A, col dubbio se il campionato riprenda, oppure no.
Egli teme, soprattutto il calo dal punto di vista economico: contratti con le tv, sponsor, dirette internazionali e contratti.

In una telefonata con Malagò, egli ha evidenziato che "se non si dovesse riprendere, il calcio italiano è finito".
Ma viene prima la salute, o il calcio, in Italia? sappiamo che è l'aspetto sociale che unisce e divide gli italiani, il terzo fattore economico più produttivo del Belpaese.

Ed ha fatto la proposta, per le squadre settentrionali di giocare al Sud. Proposta alquanto ambigua e rischiosa.
Le città meridionali, correrebbero questo rischio? e poi, ci sarebbe da formulare il calendario e gli orari, con squadre delle stessa città, come Torino, Juventus, Milan, Inter ,Genoa e Sampdoria che dovrebbero essere sparse tra le regioni del Meridione.

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Fatto sta, che si può considerare questa stagione ampiamente terminata anche dal punto di vista morale. Non ci sarà l'entusiasmo di una volta, peccato, perché è un campionato abbastanza equilibrato in zona Scudetto ed Europa e questa pandemia, ha tolto anche l'entusiasmo ai tifosi.
I calciatori, non saranno di certo in forma, e le critiche saranno buttate al vento.