Gravina propone partite al Sud, quanto è rischioso?

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

Gabriele Gravina, presidente della Figc, è preoccupato per il calcio italiano, in special modo per la seria A, col dubbio se il campionato riprenda, oppure no.
Egli teme, soprattutto il calo dal punto di vista economico: contratti con le tv, sponsor, dirette internazionali e contratti.

In una telefonata con Malagò, egli ha evidenziato che “se non si dovesse riprendere, il calcio italiano è finito”.
Ma viene prima la salute, o il calcio, in Italia? sappiamo che è l’aspetto sociale che unisce e divide gli italiani, il terzo fattore economico più produttivo del Belpaese.

Ed ha fatto la proposta, per le squadre settentrionali di giocare al Sud. Proposta alquanto ambigua e rischiosa.
Le città meridionali, correrebbero questo rischio? e poi, ci sarebbe da formulare il calendario e gli orari, con squadre delle stessa città, come Torino, Juventus, MilanInter ,Genoa e Sampdoria che dovrebbero essere sparse tra le regioni del Meridione.

Fatto sta, che si può considerare questa stagione ampiamente terminata anche dal punto di vista morale. Non ci sarà l’entusiasmo di una volta, peccato, perché è un campionato abbastanza equilibrato in zona Scudetto ed Europa e questa pandemia, ha tolto anche l’entusiasmo ai tifosi.
I calciatori, non saranno di certo in forma, e le critiche saranno buttate al vento.

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