Juventus, passo dopo passo verso il Triplete

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Finalmente ieri è ripartito il calcio italiano, ad inaugurare la ripresa c’hanno pensato Juventus e Milan che, in uno Juventus Stadium vuoto, hanno giocato la semifinale di ritorno di Coppa Italia, terminandola per 0-0 e con passaggio del turno da parte bianconeri, approdando nella finale che si giocherà il 17 Giugno a Roma. La Vecchia Signora, così, si mantiene in corsa per tutti gli obiettivi stagionali e mettendo una stanghetta sull’ambito Triplete, da tempo sognato dalla dirigenza e popolo bianconero.

L’agitazione di Sarri – Maurizio Sarri, ieri, ha mostrato una certa agitazione nella prima uscita ufficiale post lockdown da Covid-19, infatti il tecnico campano lo ha dimostrato con una camminata frenetica a bordo campo, accompagnato dal suo mozzicone d’ordinanza, che mastica durante la partita, come notato da Sportmediaset. Alla fine, però, è arrivata la qualificazione alla finale di Coppa Italia, che sia soddisfatto o meno. Sarri ha fatto il primo vero grande passo verso il Triplete che, insieme alla Champions League, è il grande cruccio di casa Juve e che la separa dai rivali di sempre, l’Inter, che nel 2010 conquistarono il più grande risultato di sempre.

Juventus, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

La Juventus inizia così il tour de force di partite che la vedranno protagonista e che finiranno ad Agosto con le partite della massima competizione, ovvero della Champions League, con il ritorno contro il Lione da giocare. Se si vuole analizzare la partita di ieri sera, troviamo un bicchiere che è mezzo vuoto e mezzo pieno. Mezzo vuoto perché la partita vista ieri è stata giocata a ritmi molto lenti e di calcio ha avuto poco e niente. Lo 0-0 maturato contro il Milan è un risultato buono in termini di qualificazione, no di prestazione, in quanto i rossoneri per 80 minuti hanno giocato in 10, complice l’espulsione rimediata da Rebic; inoltre il Milan era orfano dei suoi giocatori migliori a causa squalifica, come Ibrahimovic, grande assente, Theo e Castillejo. Per questo motivo il risultato finale non soddisfa pienamente le aspettative, oltre che mettere in dubbio la ripartenza. Tutta la Juventus, in generale, è stata lenta ed hanno inciso sul match i calci sbagliati, come il rigore concesso alla Juventus e sbagliato da Ronaldo. E’ il secondo rigore che il fenomeno portoghese sbaglia da quando è alla Juve, il primo fu sbagliato nel gennaio 2019 contro il Chievo Verona, dove Sorrentino riuscì ad ipnotizzare e fermare Cristiano Ronaldo. Ieri sera di vera Juve si è visto poco o niente, con Pjanic lento nei movimenti e un Rabiot svogliato e che non riesce a convincere. Per Sarri una mezz’ora buona prima di tirare il freno a mano e gestire la partita.

Il bicchiere mezzo pieno è che non importa come sia arrivata la qualificazione, se con un gioco lento o sprizzante, era auspicabile una ripresa lenta e no ai massimi livelli, visto anche il rischio di infortuni che potrebbero nascere dopo tre mesi senza calpestare il manto erboso dello stadio. Quello che importa è giocare la finale di mercoledì e conquistare il primo trofeo stagionale, compiendo così il primo passo verso il Triplete. Sarri piaccia o non piaccia, continua ad andare avanti in tutti gli obiettivi e con il minimo sforzo. Mercoledì la finale di Coppa Italia, si vedrà se contro il Napoli o l’Inter, poi sotto con il campionato di cui è prima e poi ad Agosto la Champions League. Tutto questo senza respiro, giocando ogni tre giorni. Si sa, le cose si fanno lentamente e un primo passo è stato fatto verso il grande obiettivo finale, il resto di vedrà. Fino alla fine direbbero a Torino.

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