Pjanic addio, nasce la nuova Juventus: cosa cambia ora?

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui


Miralem Pjanic non sarà più un giocatore della Juventus a partire dalla prossima stagione. Ora che il suo trasferimento al Barcellona è stato ufficializzato, si è molto più consapevoli rispetto ai cambiamenti che la società bianconera sta mettendo in atto su vari fronti, da quello economico a quello prettamente sportivo.

Pjanic-Juventus, fine di una lunga storia d’amore

Spesso elemento di divisione, soprattutto negli ultimi tempi, Pjanic lascerà Torino, direzione Catalogna. Finalmente, come direbbe qualcuno. Per altri è invece una di quelle separazioni che avvengono con immenso dolore, dopo tanti anni passati a condividere tutto, a scambiarsi gioie e dolori, un amore volto verso una fine difficile da accettare ma necessario per la rinascita di entrambe le parti.

Una relazione tormentata

Pjanic arrivò alla Juventus nel 2016, divenendo il fulcro del gioco di Max Allegri. Con l’arrivo di Sarri, il mister dichiarava di voler ulteriormente focalizzare il gioco sulla base delle qualità del regista bosniaco che, sebbene abbia avuto un buon inizio di stagione, durante la corsa è completamente calato, non solo per via degli infortuni. Una parabola infelice per la Juventus e per Pjanic stesso che forse ha troppo accusato il colpo, soprattutto a livello mentale. Si è sentito scivolare tra le mani la Juventus, quella che era la sua “signora”, da accompagnare in lungo e in largo per i campi d’Italia. Questa sconnessione mente-corpo, la pressione psico-fisica della stagione e dei media che gli stavano addosso, il nuovo gioco sarrista, le voci persistenti di addio: tutto questo ha probabilmente portato Miralem Pjanic dall’essere un’ottimo regista e costruttore di gioco all’essere un peso all’interno della società tutta. Un brutto epilogo per un giocatore di cui si conservano tanti bei ricordi, tante belle giocate, tanti bei gol. Ma soprattutto l’amore e la passione di lui e della sua famiglia verso la città e verso la squadra bianconera. Un affetto sincero e globale.

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I successi di Pjanic con la Juventus

Ma scaricare Pjanic in questo modo, non gli renderebbe giustizia. Pjanic rimane ancora un giocatore di alta classe e probabilmente, lo speriamo, lo dimostrerà nella sua nuova carriera nella Liga, al Barcellona.

Pjanic lascia la Juventus dopo 4 stagioni. Acquistato dalla Roma per 32 milioni di Euro, ha vinto con la Juventus 3 Scudetti, 2 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana, portando la Juventus in finale di Champions League 2016-2017, a Cardiff contro il Real Madrid, amaramente persa. Insomma, un giocatore che si è fatto valere e che è stato titolare praticamente sempre in un’epoca in cui alla Juventus sono passati campioni di altissimo livello e vincendo quasi tutto quello che c’era da vincere.

Juventus, dal latino “gioventù”

La Juventus, però, ha deciso finalmente di fare un passo importante. Come già ribadito diverse volte, i bianconeri hanno la rosa più vecchia d’Europa, basti pensare anche solo a Chiellini e Buffon, che tra l’altro hanno appena rinnovato per un altro anno, fino al 2021, ma dietro questi rinnovi vi sono altri aspetti che tralasciamo per non deviare il discorso. Ciò che ha portato la Juventus a cedere Pjanic è sicuramente la generale mancanza di brillantezza del centrocampo, dovuta anche ai nuovi metodi di Sarri. Pjanic, inoltre, ha da poco compiuto 30 anni. Ma, oltre alla rivoluzione del centrocampo, anche il richiamo del bilancio si è fatto sentire, motivo per il quale Paratici ed Agnelli sono dovuti correre ai ripari con un nome così importante: Pjanic avrebbe percepito 7,5 milioni di Euro fino al 2023.

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Sulla base di questi fattori, Arthur Melo è stato degno dell’attenzione della dirigenza bianconera per vari motivi. Il brasiliano è molto apprezzato da Messi, è giovane (24anni tra pochi mesi) ed ha ampi margini di crescita, può adattarsi al gioco di Sarri in quanto è dotato di tecnica, agilità e visione di gioco, molto abile nei lanci lunghi, nei passaggi filtranti e nel dribbling. Ma non sostituirà Pjanic nel suo ruolo (quello sarà Bentancur), sarà impiegato come mezz’ala, almeno in teoria. Insomma, la Juventus ci guadagna in età, rapidità di gioco e tecnica, oltre che sul monte ingaggi, in quanto con il brasiliano è stato stipulato un quinquennale, fino al 2025, a 5 milioni di Euro netti a stagione più bonus.

L’operazione che ha portato alla cessione di Pjanic è la seconda più fruttuosa per i bilanci della Juventus (dopo la cessione di Pogba nel 2016) da quando alla presidenza c’è Andrea Agnelli: plusvalenza di 47 milioni di Euro, facendo sì che il totale delle plusvalenze 2019-2020 supererà quota 160 milioni di Euro.

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La nuova Juventus

L’acquisto di Arthur per 72 milioni di Euro, si inserisce quindi nella nuova prospettiva bianconera: ringiovanimento, acquisizione di maggiore tecnica, rapidità e visione di gioco, snellimento del monte ingaggi. Tutti fattori che, messi insieme, a partire dal ringiovanimento della rosa, faranno della Juventus una nuova squadra, con ampi margini di crescita ed evoluzione, verso il tanto ambito tetto d’Europa. In questo ambito si inseriscono anche gli acquisti di Kulusevski e i “fine prestito” di Luca Pellegrini dal Cagliari e Romero dal Genoa, più la possibilità di recompra di Mandragora dall’Udinese. Senza dimenticare che il calciomercato ancora deve ufficialmente cominciare, ma le trattative sono in corso da mesi: Tonali, Zaniolo, Icardi, Pogba, Orsolini, Milinkovic Savic, Aouar e chi più ne ha, più ne metta.

La Juventus si rinnova e ripartirà da una prospettiva diversa, più dinamica e che, si spera, porterà trofei più importanti in casa bianconera. L’unico dubbio rimane solo Sarri. Certo che questi acquisti sono stati fatti, e saranno fatti, anche in ottica della visione di gioco dell’allenatore, ma è lecito chiedersi se sarà ancora lui l’artefice del gioco della “Vecchia Signora”.

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