SuperLega, un format non così sconosciuto

Pubblicato il autore: Angela Allegretto

La notizia che in questi giorni sta dilagando su tutti i media è la nascita della SuperLega Europea. Estremamente distante dalla meritocrazia sulla quale si basa il calcio contemporaneo, la SuperLega è un campionato elitario. L’organizzazione del nuovo campionato però non è così sconosciuto.

SuperLega e League of Legends

L’ufficialità della nascita di un nuovo campionato, di cui faranno parte pochi club esclusivi, è recente. Dodici dei team più in vista d’Europa hanno deciso di fondare un nuovo tipo di competizione dove non c’è avanzamento nè retrocessione. Il tipo di format verso il quale si sono diretti questi club non è del tutto nuovo nel mondo dello sport. Gli eSports avevano già adottato questo tipo di competizione nel 2018. In quell’anno, le maggiori Org partecipanti al League of Legends Challenger Series, strizzando l’occhio a come si giocava il basket americano, introdussero il franchising. Sia in Europa che in Nord America, il LoL Challenger Series fu sostituito, rispettivamente, dal League of Legends European Championship e dal League Champioship Series. Per poter partecipare agli incontri, ogni società non fa altro che comprare il proprio posto e ed avere il roster migliore per potersi qualificare alle competizioni mondiali. Uno slot in questi campionati costa tra i 10 e i 30 milioni di euro ma, per quanto possano essere fondamentali, non sono l’unica garanzia da offrire. I teams devono essere altamente competitivi e devono essere in grado di rappresentare il meglio dell’eSport a livello internazionale.

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Pro e contro di un campionato “chiuso”

Per quanto, nel mondo del calcio, sia una novità, quella della SuperLega è una scelta molto divisiva. Dal punto di vista meritocratico non vi si può accedere e solo i club più “ricchi” potranno contendersi la vittoria. Dal punto di vista dello spettacolo, squadre come la Juventus, il Real Madrid e il Liverpool, lo assicurano. Per quanto ci si possa girare intorno però, il punto di vista economico è fondamentale. Nel campionato europeo di LoL, i ricavi che si ottengono dal merchandising, dagli sponsor e dalla vendita dei diritti di visione, vengono ridistribuiti alle organizzazioni che vi partecipano, questo oltre al premio finale di 80mila euro per il primo posto, 50mila per il secondo e 30mila per il terzo. E’ proprio il denaro ad aver escluso dalla competizione europea alcuni degli storici team di League of Legends come gli Unicorns of Love e i Giants. Per alcuni team che fanno parte delle grandi organizzazioni calcistiche europee però lo spot alle LEC può essere un investimento abbastanza importante. Non è da dimenticare il comunicato sulla probabile vendita dello slot degli FC Schalke 04 per far fronte alle ingenti perdite dovute alla chiusura degli stadi a causa del COVID.

Queste le parole di Carlos “ocelote” Rodriguez, fondatore dei G2 eSports, una delle più importanti org di League of Legends.

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