Braida a TS: “Pjanic vorrebbe tornare alla Juventus. E sul Pallone d’Oro…

Pubblicato il autore: Alessio Giordano Segui

Braida

Nella mattinata di oggi, sulla prima pagina di Tuttosport, è uscita l’interessante intervista ad Ariedo Braida, che la testata giornalistica piemontese ha tenuto a quest’ultimo. Con un passato da calciatore di ruolo attaccante, ricopre tutt’ora la carica di direttore generale nella società della Cremonese. Subito dopo aver “appeso gli scarpini al chiodo” nel 1981, ha iniziato ad intraprendere la strada lavorativa del ds, prima con il Monza e poi con Udinese e Milan. E’ proprio con i rossoneri dove ha fatto maggiormente la storia, creando ad allora insieme a Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani, un club vincente come non mai. Anche se, l’ultimo scudetto con la prima squadra di Milano, l’ha ottenuto con Massimiliano Allegri in panchina.

La decisione di lasciare “Il Diavolo”, è andata di pari passo con quella di abbandonare anche il ruolo di direttore sportivo per quello di dg. Nuove esperienze, nuove avventure. Quelle vissute negli ultimi anni con la Sampdoria ed il Barcellona, sino all’approdo attuale a Cremona.

Molti sono stati gli argomenti da Braida trattati in queste dichiarazioni rilasciate: aneddoti passati, scoop esclusivi e pareri personali. Andiamo, di seguito, a scoprirli insieme!

BERLUSCONI-GALLIANI

“Vederli avversari in Monza-Juventus e in una nuova edizione del Trofeo Berlusconi, fa sentire più giovane anche me. Sono felice soprattutto per Berlusconi e Galliani, due straordinari appassionati di pallone: sono una coppia spettacolare”. Apre in questo modo l’intervista, Ariedo Braida.

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TROFEO BERLUSCONI

“Quello dell’agosto 1995, con la vittoria della Juventus ai rigori contro il nostro Milan, il primo Trofeo Berlusconi che mi viene in mente. Quella serata in modo particolare perché l’ultimo ad andare sul dischetto fu Weah, arrivato a Milano proprio quell’estate dal Psg. George fallì il rigore decisivo e io pensai tra me e me: “Chissà cosa dirà adesso il presidente Berlusconi…”. In realtà, Berlusconi non fece alcun commento e Weah si confermò un campione”.

TEORIA “TROFEO-CAMPIONATO”

“Si dice che chi dovesse perdere il Trofeo Berlusconi, andrà bene poi in campionato. Durante la stagione 1995-1996 accadde così, infatti vincemmo lo scudetto. Nel mondo del calcio in generale un po’ di superstizione c’è. Di battute se ne facevano, inutile negarlo, ma diciamo che noi a quella teoria davamo peso soltanto quando il Trofeo lo perdevamo…”.

GALLIANI

“Galliani è come me: siamo due super innamorati del calcio. Per noi Serie B o Champions League è la stessa cosa, abbiamo una passione infinita. L’obiettivo della Cremonese è migliorare l’ultimo campionato, chiuso al tredicesimo posto. Ad Adriano auguro quella promozione in Serie A che lo scorso anno è sfuggita al Monza soltanto perché il Covid l’ha bloccato per un periodo in ospedale. Erano attrezzati per vincere e lo sono ancora di più adesso: l’acquisto di Valoti è la ciliegina. Anche lui è stato un ragazzino del nostro Milan e ricordo che al padre ripetevo: “Tuo figlio diventerà calciatore tardi, ha bisogno di maturare”. Spesso i giovani vanno aspettati”.

ALLEGRI

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“Max è al posto giusto nel momento giusto. E’ uno dei migliori allenatori al mondo e una persona di gran livello.  Ultimamente sta iniziando ad appassionarsi anche all’arte. Allegri conosce molto bene il calcio e ama partecipare per vincere. E’ un pragmatico, il suo marchio è la vittoria. Dare una identità alle proprie squadre e proporre un bel gioco è importante, però nei top club la priorità sono i trofei. E con Max si vince. Secondo me, appartiene alla categoria dei top. I migliori, in questo momento, insieme a Guardiola, Klopp e Tuchel. E ovviamente Mancini, che si è rivelato un fuoriclasse all’Europeo. Fra gli emergenti ho un debole per De Zerbi, che è stato un nostro giovane al Milan: mi auguro che in Ucraina confermi quanto di buono ha mostrato a Sassuolo”.

LOCATELLI

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“Manuel era uno dei giovani più talentuosi del vivaio in quegli anni. E’ un ragazzo di qualità e personalità. Tanto nel Sassuolo quanto all’Europeo con l’Italia ha giocato con autorità. Locatelli ha 23 anni, ma è un giocatore saggio. Poi nel calcio, soprattutto quando si cambia, bisogna sempre dimostrare. Lo dissi anche a Shevchenko quando lasciò il Milan per il Chelsea: “Da noi sei un dio, a ma a Londra partirai da zero”.

CARNEVALI

“Ha fatto la gavetta e adesso è un dirigente di spessore, che conosce benissimo il mercato. Ma è più facile che Giovanni offra una cena al ristorante piuttosto che uno sconto su Locatelli”.

PJANIC

“L’ho incrociato 3-4 giorni fa a Barcellona, dove sono stato per questioni personali. Ci siamo visti per caso vicino al Camp Nou e abbiamo parlato. Pjanic vorrebbe tornare alla Juventus. Di sicuro Allegri lo conosce meglio di tutti”.

PALLONE D’ORO

“Jorginho è quello che ha vinto di più grazie alla doppietta Champions League con il Chelsea ed Europeo con l’Italia: lo darei a lui o a Donnarumma, però Messi è sempre Messi. Della Nazionale campione d’Europa, se continua a migliorare così, può ambire a vincerlo anche Chiesa”. Conclude così, Braida.

 

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