Urbano Cairo: "Belotti sul mercato? Le cose sono chiare... Ora deve pensare a giocare. Il protocollo? La Lega può cambiarlo"

Urbano Cairo ha rilasciato un'intervista a Radio Anch'io in cui è tornato, tra le varie tematiche affrontate, anche sul caso Belotti. Il presidente granata ha poi ribadito la non condivisione del nuovo protocollo anticovid e di sostenere le posizioni di Udinese e Bologna definendole "abbastanza giuste". In particolar modo ha invitato la Lega a cambiarlo ed ha fatto l'esempio della Premier League in cui i tifosi possono accedere liberamente allo stadio se dotati di Green Pass.
Urbano Cairo, intervista a Radio Anch'io: "Non possiamo fare più di quello che abbiamo fatto..."
Il n 1 del Torino è tornato a parlare del tormentone di calciomercato che ha al centro un possibile addio di Andrea Belotti al Toro. Interrogato su ciò ha risposto: "Ne abbiamo parlato talmente tanto, penso sia un po' superfluo. Le cose sono chiare, se il giocatore ha altre idee noi non possiamo fare più di quello che abbiamo fatto considerando il momento e i livelli economici offerti. Ora deve pensare a giocare senza dedicare altro tempo a questo". E parlando della sofferta decisione di limitare la capienza degli stadi ha detto è stata: "Una scelta che abbiamo preso all'unanimità, che per altro ci è stata caldeggiata dal Governo. Abbiamo preferito fare una scelta di responsabilità, anche se tutto sommato concordo con Bassetti: con la vaccinazione e il green pass uno è ben coperto. Per altro a dicembre i contagi erano circa 44 mila, poi si sono impennati nonostante gli stadi chiusi. Non mi sembra sia il principale portatore di incremento dei contagi, insomma". E condivide le posizioni di Udinese e Bologna: "Credo siano abbastanza giuste. Io non ho condiviso il nuovo protocollo, non è molto ragionevole. Giocare con 13 elementi, attingendo dalla Primavera, fino ai 2003 indipendentemente se sono professionisti: tutto questo vuol dire andare oltre. In Inghilterra, per esempio, hanno posto un limite minimo di giocatori che devono essere disponibili, ma se ci sono degli infortunati non vengono contati, Covid o meno, e soprattutto i giovani devono essere professionisti. E' una cosa molto più ragionevole, che va anche a beneficio dello spettacolo. Vedere gare che finiscono tanto a poco secondo me non è una bella cosa. L'ho detto anche in Assemblea, il protocollo può essere cambiato. Anche noi oggi giochiamo contro la Fiorentina, siamo un po' forzati, anche se apprezzo che ci sia stato concesso un giorno in più. La Lega ha fatto il massimo".
"Il calcio deve andare avanti e procedere come in Inghilterra"
Esprimendo un proprio pensiero sull'ondata di contagi che stanno condizionando il mondo del calcio ha poi affermato: "All'inizio di tutto ero preoccupato perchè non si conosceva la malattia, oggi con i vaccini è tutto più controllabile. Dobbiamo avere un atteggiamento sempre prudente, ma diverso. Il calcio deve andare avanti e procedere, come in Inghilterra con stadi pieni: tifosi vaccinati e super green pass, una volta che c'è questo credo non si debba esagerare. Tutti vaccinati nel Torino? Si a parte qualcuno". E sul caso Djokovic: "Una vicenda molto particolare, l'obbligo assoluto è una cosa complicata, ma ad un certo livello si dovrebbe dare solo l'esempio. Ma io non mi sento di giudicare scelte personali".