Scandalo Plusvalenze, tre squadre rischiano la retrocessione

Pubblicato il autore: andrea terreni


Ci sono degli aggiornamenti sullo scandalo plusvalenze che ha colpi alcuni club di Serie A e Serie B. Da quanto emerso dalla relazione dei procuratori federali impegnati nell’indagine, si complica notevolmente la situazione di tre club che avrebbero ottenuto dei benefici dalla situazione per raggiungere i requisiti necessari all’iscrizione ai campionati.

Leggendo la relazione emerge che in alcuni casi tali benefici hanno anche consentito di ottenere la licenza nazionale in assenza di requisiti normativi. In poche parole le plusvalenze fittizie che vengono contestate sarebbero servite per mettere in regola la situazione di tre club coinvolti e permettere loro l’iscrizione al relativo campionato di appartenenza.

Si complica quindi la situazione di Parma, Pisa e Pescara per le quali viete citata l’assenza di requisiti per l’iscrizione al campionato 2020/2021. Si tratterebbe di una grave violazione che se accertata porterebbe alla retrocessione oppure all’esclusione dal campionato.

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Scandalo plusvalenze, i casi contestati

Sono 62 le operazioni sospette e 11 sono state scagionate, tra queste quelle riguardanti il doppio scambio Arthur-Pjanic e Danilo-Cancelo, che coinvolgono la Juventus, il Barcellona e il Manchester City.

Ancora Juve e City protagoniste della valutazione di Moreno: per i club 10 milioni per la relazione 2. Stesso discorso per Portanova, mentre Rovella  valutato 6 milioni a fronte dei 18 del reale trasferimento. Significativa è anche la divergenza di valutazione di Palmieri, giovane del Napoli rientrato nell’affare Osimhen. La valutazione è di 100 mila euro anzichè 7 milioni come riportato dalle cifre dell’operazione.

Si ricorda che tra i club coinvolti ci sono: Juventus, Genoa, Napoli, Sampdoria, Empoli, Pro Vercelli, Novara e Chievo.  E i già citati Parma, Pisa e Pescara. Per adesso nessun deferimento e la discussione sul valore dei calciatori va avanti.

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