Milan, Piatek c’è: Gattuso resta al quarto posto. Suso-Calhanoglu, così non va

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Gattuso, luci e ombre contro la Roma. Una sensazione che accompagna spesso il Milan di questa stagione, quella di essere incompiuto. La serata dell’Olimpico ha consegnato ai rossoneri un pareggio buono per restare al quarto posto, anche in caso di vittoria oggi di Lazio e Atalanta. Ma anche un pizzico di amaro. Il gol del solito Piatek sembrava avesse spalancato la strada del successo a Romagnoli e compagni. Piccola parentesi, il capitano rossonero ha giocato una partita sontuosa contro Dzeko e compagni. Invece il Milan si è ritratto troppo nella propria metà campo e ha lasciato troppo campo alla Roma, che avrebbe anche potuto vincere la partita nel finale. Oltre a Romagnoli, bene Donnarumma, Piatek e Paquetà tra i rossoneri (a volte il mercato di gennaio aiuta). Male, anzi malissimo Suso e Calhanoglu. Il turco ormai è un caso aperto, 90 minuti di nulla. Cosa sottolineata amaramente anche da Matteo Salvini, ministro dell’Interno e tifoso rossonero.

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L’ex Bayer Leverkusen non ha giustificato con quasi niente di positivo la sua prestazione. Eppure le soluzioni alternative non mancano a Gattuso in panchina. C’è Castillejo, c’è Laxalt, c’è Conti che potrebbe giocare più alto. L’ex atalantino, tra i migliori di questo inizio 2019 secondo Gattuso non ha i 90 minuti nelle gambe. Ok, ma se non gioca mai quando li avrà? Oltre a Calhanoglu, anche Suso è stato tra i peggiori in campo. Il cardellino spagnolo sembra avere le ali impagliate. Ammonito, nervoso e inconcludente. Troppi gli 86 minuti che Gattuso gli ha concesso ieri sera. In flessione anche Kessié. L’ivoriano sopperisce con la grinta alle sue mancanze tecniche. Suso e Calhanoglu non sopperiscono. Innervosiscono soltanto. Eccome.

Gattuso, come sfruttare al meglio Piatek?

Il Milan ha un’arma in più per la corsa Champions League: Piatek. Il centravanti polacco sembra giocare in rossonero da una vita. In realtà sono solo 3 le partite, neanche intere, nella sua carriera milanista. L’ex Genoa ha bisogno di rifornimenti, continui. Chi l’ha capito bene è Paquetà. Il brasiliano ha un’idea di calcio molto pratica, verticale ed efficace. L’intesa tra i due nuovi acquisti del Milan è qualcosa di naturale. Non è blasfemia paragonarli a Kakà-Shevchenko, due che non avevano bisogno neanche di guardarsi per trovarsi.

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L’hanno capito meno i compagni. Suso e Calhanoglu andranno bene per i cambi di gioco, ma gli assist non sembrano al momento affar loro. Lo spagnolo e il turco portano troppo il pallone, mentre Piatek è pronto a scattare. Non è un caso che il polacco, fino ad ora abbia, segnato con due assist di Paquetà e uno di Laxalt. L’uruguagio sembra in crescita. Con il mercato chiuso l’ex Genoa sta tornando ai livelli di inizio stagione. Gattuso dovrebbe cercare di trovargli posto. Il tecnico rossonero lo dovrà fare anche con Biglia. In mezzo sta giocando, bene, Bakayoko. Ma il senso tattico e le geometrie dell’argentino servono molto a questo Milan. Così come serve il ritorno di Caldara. Servono tutti per la Champions League. A patto che Gattuso non aspetti ogni volta 78 minuti per fare i cambi. Ora se ne possono fare tre. Non due come 30 anni fa. Capito Ringhio?

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