Roma: la ricostruzione, e il senso di appartenenza

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Come in un romanzo a puntate, ci eravamo lasciati a fine maggio dopo un mese travagliato per la Roma e tutti i romanisti, e dove avevamo previsto tutto o quasi (https://news.superscommesse.it/calcio/2019/05/roma-la-fine-dellimpero-romano-doccidente-381430/) ed anzi è andato addirittura peggio, con l’addio di Daniele De Rossi e i suoi (e di Francesco Totti) tormenti, dove giravano voci mail ed inchieste giornalistiche che solo a Roma possono accadere. Giugno, arriva l’estate ma anche la “fragorosa” conferenza stampa di addio alla Roma di Francesco Totti, una cosa impensabile se si pensa a Totti ed alla Roma, praticamente un tutt’uno. Una conferenza stampa dai toni accesi denunciando l’attuale proprietà di “deromanizzare” la Roma, che con il senno di poi forse a destabilizzato l’ambiente ancor di più di quanto non lo fosse

La ricostruzione
Anche se l’abbiamo sentita e vista troppe e troppe volte con questa gestione, in questo caso la “ricostruzione” è d’obbligo, perché è il primo anno senza Totti e De Rossi il che significa basta alibi per tutti. Le figure “ingombranti” dei due romani per eccellenza non ci sono più, e Florenzi (se rimarrà) e Pellegrini sono “diversi” dai predecessori, quindi una sorta di “anno zero” per tutti. Per ripartire l’accoppiata James Pallotta e Franco Baldini ha scelto: Fienga; De Sanctis; Petrachi e Fonseca. Adesso il bene prioritario è la Roma a prescindere da chi la rappresenta, la Roma c’è e va avanti. Facendo un passo indietro la conferenza stampa di Totti e stata la “consecutio” di una situazione ingarbugliata, che con il senno di poi forse andava fatta in altri momenti o non andava fatta per nulla (a meno che Totti in rappresentanza di qualche nuovo acquirente non volesse scalare la Roma) perché la Roma resta e chi tifa contro la squadra del cuore commette blasfemia, risultando fuori luogo ma questa è un altra storia che va approfondita, e anche De Rossi adesso non è più così sicuro di continuare, per non “sporcare” la carriera in giallorosso (tanto vale restare  in società, e con tutto il rispetto per Totti, De Rossi sarebbe stato un valido dirigente, visto che anche da giocatore ci ha sempre messo la faccia e non ha mai parlato a caso, anzi). Ora il mercato, scongiurato il preliminare di Europa League è la tournée americana, si comincia con il ritiro a Trigoria nella torrida estate romana (si perché nel frattempo è saltato anche il ritiro di Pinzolo, per non farsi mancare nulla in questa Roma)

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Senso di appartenenza
Adesso si riparte, tutti all’unisono e dalla stessa parte. Si riparte dall’Europa League (grazie all’esclusione del Milan, per una volta il FPF è stato utile) e dal sesto posto della scorsa stagione. Si riparte senza De Rossi; Manolas (al Napoli) ed El Shaarawy (in Cina) ma con tanta voglia come ha detto in conferenza stampa il DS Petrachi con i nuovi arrivi di Spinazzola; Diawara e Pau Lopez, al momento ma con un mercato in continua evoluzione sia in entrata che in uscita. Non ci resta che aspettare fiduciosi in questa torrida estate romana, perché tutto passa, ma la Roma resta

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