FIGC, la risposta ai medici sul protocollo sanitario

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

I medici dei club di Serie A hanno inviato una lettera alla FIGC per contestare alcuni punti presenti nel protocollo di sicurezza varato dalla Federazione lo scorso 19 aprile e che dovrebbe essere propedeutico alla ripresa degli allenamenti. Tra le criticità rilevate dagli esperti ci sono i costi eccessivi per le opere di sanificazione degli impianti e il controllo costante degli atleti, la scarsa chiarezza in merito alle misure da adottare nel caso si riscontrino nuovi casi positivi e alcune perplessità riguardo al ritiro a porte chiuse che tutte le squadre dovrebbero osservare di qui sino al termine della stagione. La risposta della FIGC non si è lasciata attendere ed è stata affidata ad una nota dell’Ansa.

Caso protocollo, la FIGC risponde ai medici: “Misure che danno più garanzie per la salute degli atleti”

La ripresa del campionato di Serie A è l’argomento di maggior attualità tra i vertici del nostro calcio. Nei giorni scorsi una commissione scientifico-sanitaria istituita dalla FIGC si è riunita per discutere le condizioni ottimali al fine di garantire la ripresa. Ne è nato un protocollo di 47 pagine che, nello scorso fine settimana, è stato sottoposto all’attenzione di tutti gli staff medici dei club del nostro massimo campionato. Come vi abbiamo raccontato, ad esclusione di Genoa, Lazio e Juventus, le altre squadre hanno espresso non poch perplessità sulle direttive giusìdicate “poco chiare” quando “non applicabili”. Nelle scorse ore è giunta puntuale la risposta della Federazione che, attraverso una nota affidata all’Ansa, ha condiviso la propria posizione in merito precisando che:

Gran parte delle segnalazioni pervenute la scorsa settimana alla Commissione medico scientifica della Federcalcio da 17 medici dei club di Serie A riguardanti il protocollo per la ripresa degli allenamenti sono state già recepite dal gruppo di lavoro presieduto dal professor Paolo Zeppilli e sottoposte lo sorso 22 aprile al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, per un’analis iapprofondita e in via di miglioramento“.

La Federazione era dunque già a conoscenza delle rimostranze portate avanti dai club e ci ha tenuto a specificare che le norme contenute nel “protocollo sono suscettibili a modifiche”. Un protocollo che, tra l’altro, è stato varato previa consenso delle autorità scientifiche competenti che:

“Le ha ritenute le scelte che danno più garanzie per la tutela della salute nel contesto storico attuale e dei prossimi giorni/settimane. Questo perché, per onestà intellettuale, bidogna precisare che un rischio zero ad oggi non esiste nè si potrà dire se esisterà mai“.

La situazione dunque è ancora in divenire. L’auspicio è quello di riprendere le attività per il prossimo 4 maggio, ma tante società di Serie A si mostrano ancora recalcitrani a riguardo.

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