Torino: dentro i giovani, bene con Singo ora tocca a Segre!

Pubblicato il autore: Marco Morgano Segui

Chiunque abbia seguito gli ultimi impegni del Torino in campionato, oltre ad aver notato la preoccupante instabilità mentale della squadra guidata da Giampaolo, sarà stato ammaliato dalle brillanti giocate di un 19enne: Wilfried Stephane Singo.
Il calciatore ivoriano che, complice le assenze e le incertezze dei titolari, ha acquisito di diritto il ruolo di esterno destro nello dello scacchiere del tecnico di Bellinzona indipendentemente dal fatto che il modulo adottato preveda la consueta difesa a 4 o sia imperniato su quella a 3, come nella gara di San Siro contro l’Inter.

Il modello positivo di Singo

Singo è la rappresentazione di come uno scouting capillare, coadiuvato da una velocizzazione dei processi di inserimento dei giovani nel blocco della prima squadra, possa permettere di scovare profili promettenti e di farli crescere esponenzialmente senza che smarriscano la retta via in un vortice di prestiti continui e poco proficui.
Infatti, l’esterno ivoriano è arrivato al Torino nel gennaio del 2019 dal settore giovanile del Denguelè e, dopo una breve parentesi nella Primavera granata, fu notato e fatto aggregare alla prima squadra da Walter Mazzarri che lo fece esordire, in Ungheria, nei minuti finali del preliminare europeo contro il Debrecen.
Nell’infelice finale dello scorso campionato fu il traghettatore Moreno Longo a concedergli un minutaggio sempre maggiore fino a farlo partire  da titolare nel match casalingo con la Roma dove, tra l’altro, andò a segno. Nel programma di rinnovamento dei terzini promosso da Giampaolo, Singo, figurava dietro nelle gerarchie di quel ruolo ma, complice le assenze e le poche garanzie fornite dai titolari, si è imposto mostrando sempre classe, potenza ed, in particolare, una sicurezza poco comune in un giocatore, sulla carta, così inesperto.
La partita, ai limiti dell’impeccabilità, giocata a San Siro contro l’Inter, nella quale ha letteralmente annullato avversari del calibro di Young, prima e Perisic, dopo, conquistando anche un rigore, ha stupito davvero tutti e lo ha ufficialmente eletto come nota positiva di questo spaventevole inizio di stagione del Torino.

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Ora Giampaolo scommetta su Segre

Tra le cause di enorme instabilità di questo Toro c’è sicuramente il centrocampo dove Tomas Rincon ha dato dimostrazione di non essere del tutto tagliato per fare il playmaker, collocazione che il tecnico granata ha tentato, con scarso successo, di cucirgli addosso. Certo, il mercato non è stato generoso e ha, evidentemente, lasciato un buco in corrispondenza di una ruolo molto cruciale però la possibile soluzione c’è, ed è in già in casa granata, si chiama: Jacopo Segre.
Il torinese classe ’97, tornante da prestiti di buon livello a Venezia e Verona, sponda Chievo, non è più un teenager e, a detta degli addetti ai lavori, merita spazio e fiducia da parte della società di Cairo perché ha personalità oltre ad un interessante connubio tra potere tecnico e fisico. Inoltre il 23enne desta, da diverse stagioni, la curiosità dei tifosi granata che, spesso, chiedono un suo maggiore utilizzo.
Segre, che ha esordito lo scorso 26 settembre nella gara persa con l’Atalanta, è di ruolo una mezzala ma interpreta egregiamente anche quello di playmaker.
Detto questo, e considerato che, ad eccezione del monumento Belotti, gli unici fattori positivi di queste partite del Torino sono i giovani, non solo Singo, ma anche elementi ritrovati come Lukic, Bremer e Lyanco, perché non tentare un inserimento, seppur graduale, dell’ex torello nella carente mediana granata?

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