Milan, Maldini: “Non smettiamo di sognare, scudetto possibile”

Pubblicato il autore: Anna Rosaria Iovino Segui


Paolo Maldini, intervistato da Dribbling, parla del suo Milan. Orgoglioso di appartenere ancora a questi colori, l’ex capitano e difensore rossonero dichiara: “Il Milan mi rende felice per la sua maniera di giocare, di essere, per il suo coraggio, tutte cose che abbiamo chiesto ai nostri giocatori, a quelli che sono arrivati qua e a quelli che abbiamo trovato al nostro arrivo. Il segreto è credere in quello che si fa, aspettare i giocatori: dopo 18 mesi si vedono i primi risultati. Le esigenze dei giovani sono sempre quelle di avere tempo per adattarsi. Non tutti i club ti danno lo stesso stress, il Milan è una squadra che chiede tanto”. 

Milan, Maldini su Pioli e il sogno scudetto 

Il ds dei rossoneri parla anche dell’allenatore, che sta guidando la squadra a grandi livelli, dichiarando: Pioli ha le caratteristiche di un grande allenatore. Spero poi che l’anno nuovo porti un po’ di normalità e che la squadra non smetta di sognare”.
Maldini ci crede, non è più un sogno lo scudetto, afferma: “Io sono molto pratico e realistico, però magari i sogni ti permettono di arrivare dove non pensavi di arrivare. Con Pioli c’è un rapporto molto aperto, ci diciamo tutto. Anche perché è l’unica maniera per riuscire ad avere dei risultati”.
A gennaio non ci saranno grandi mosse di mercato, il Milan è già al completo in questo momento, una volta rientrati gli infortunati, non ci saranno difficoltà in nessun reparto. Su possibili acquisti dice: “Sul mercato di gennaio sicuramente non stravolgeremo la squadra, magari andremo alla ricerca di qualche opportunità. Un vice-Ibra? Abbiamo già tante alternative come Leao, Rebic, Colombo, anche Daniel. Abbiamo una serie di ragazzi in cui crediamo, li abbiamo fatti giocare e siamo primi in classifica”. 
La tradizione di un Maldini in rossonero continua. Anche il figlio di Paolo appartiene alla società rossonera. Daniel, 19 anni, è un centrocampista. Sul figlio in rossonero dice: “Vive ancora in casa con noi, lo vedo tutti i giorni. A Milanello ci salutiamo in maniera normale, c’è massima naturalezza perché il calcio, ma vale per lo sport in generale, è molto democratico e se sei qua è perché vali e questo deve essere d’insegnamento per Daniel come lo è stato per me”. 

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