Torino, “quarto d’ora granata” sostituisca “quarto d’ora da stupidi”

Pubblicato il autore: Marco Morgano Segui

IL TORINO, SE VA IN VANTAGGIO, PERDE LA TESTA E BELOTTI CONIA IL “QUARTO D’ORA DI STUPIDITÀ” – Non sappiamo se il capitano-bandiera di questo Torino, Andrea Belotti, nell’intervista rilasciata ieri a Sky, volesse effettuare un parallelismo rovesciato, dall’accezione fortemente negativa, tra il terribile quarto d’ora dei suoi nel match con la Samp e il favoloso “quarto d’ora granata” dei magnifici Invincibili. L’attaccante, ieri in gol per la 99a volta in 200 gare coi granata, ha voluto fare riferimento ai 15 minuti in cui il suo Toro, ha gettato all’aria la vittoria permettendo ai blucerchiati di segnare due reti che, per poco, non sono bastate loro a portare a Genova 3 punti insperati.
Questo Torino, dopo l’ennesima rimonta subita, sta battendo ogni record europeo in materia di punti persi da situazioni di vantaggio e il problema, che sta tutto nelle menti dei giocatori torinesi, pare quasi impossibile da risolvere. A questo punto, agli elementi della società sabauda, farebbe bene un avvicinamento alla gloriosa e ricchissima storia granata che, tra le sue preziose pagine, presenta tutte le risposte per venire a capo di qualsiasi avversità, compresa questa.

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Il quarto d’ora granata del Grande Torino

Il Grande Torino, una delle squadre più forti e vincenti della storia, che, purtroppo, solo il fato vinse e rese la più notevole ed ammaliante delle leggende immortali del mondo non soltanto sportivo, rimane sempre nella memoria di chiunque.
Immergendosi nelle cronache riguardanti gli Invincibili, troviamo testimonianza del “trombettiere” del Filadelfia, Oreste Bolmida, un uomo che, quando spirava nel suo magico cornetto, risvegliava gli animi dei fenomeni granata e dava inizio ad un lasso temporale, di circa 15 minuti, nei quali, il Torino, guidato dall’immenso capitano Valentino Mazzola, abbatteva qualsiasi squadra si trovasse di fronte, rovesciando il risultato.
Un esempio? Il 2 maggio 1948, nella sfida contro i grigi dell’Alessandria, dopo l’emissione del leggendario suono, dallo strumento di Bolmida, il Torino mise a segno 6 reti in appena 13 minuti.
Questo, ovviamente, non si tratta di un semplice effetto acustico ma di un elemento iconico che descrive perfettamente il tremendismo, la rivalsa e la volontà di rifarsi contro ogni avversità senza mai allentare la presa, in campo come nella vita, fino a quando non sia stata decretata la fine dei giochi. Insomma, tutti ideali che inculcare nelle fragili menti della squadra, allenata da Marco Giampaolo, sarebbe, davvero, di vitale importanza soprattutto in vista del derby di sabato prossimo.

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