Fiorentina, Gattuso se ne va. E’ una sconfitta di tutti

Pubblicato il autore: andrea terreni Segui


Era nell’aria da qualche giorno, dopo che alcune trattative sembravano ristagnare, e alla fine è successo davvero. Fiorentina, Gattuso se ne va e lascia i viola in grande difficoltà. Le divergenze sulle strategie di mercato tra l’ex tecnico del Napoli e la dirigenza dei toscani sono diventate non sanabili e il divorzio prima ancora di cominciare è sembrato l’unica soluzione possibile.

Fiorentina, Gattuso se ne va: lo strano rapporto con Mendes

La dirigenza della Fiorentina ha prima avallato le richieste di Gattuso, credendo che la mediazione di Jorge Mendes (procuratore di  Gattuso, di Oliveira e di Guedes) potesse creare degli sconti durante le trattative. Quando però la coppia Barone-Pradè si è accorta dell’inflessibilità di Porto e Valencia sulla valutazione dei loro calciatori, ha fatto un passo indietro defilandosi e facendo infuriare il tecnico calabrese.


Per Sergio Oliveira stiamo parlando di un centrocampista ventinovenne, nel pieno della maturazione fisica, tattica e mentale. Autore nell’ultima stagione di 21 reti complessive e 5 in Champions League. Titolare nella nazionale portoghese e uomo di grande esperienza anche internazionale, che avrebbe portato a Firenze quella caratura che manca in quasi tutti i componenti della rosa. La valutazione del Porto è di 20 milioni, la Fiorentina ne offriva 12, Transfermarket lo valuta 19.

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Goncalo Guedes è l’ala che Gattuso desiderava. Una stagione discreta a Valencia nonostante le difficoltà dei catalani. Alla fine 7 reti e 7 assist e una presenza abbastanza fissa nella rosa del Portogallo di CR7. Il Valencia lo aveva pagato 40 milioni di euro dal PSG tre anni fa, lo valuta 25 milioni, così come Transfermarket, a causa delle difficoltà economiche e del bisogno di fare cassa. Non si è ancora capito se la Fiorentina è disposta a spendere questa cifra per il talentuoso ventiquattrenne lusitano.

Indubbiamente l’intercessione di Mendes, come di altri procuratori, durante le trattative è fortissima. Ma non credo che la sessione di mercato in cui si dovrebbe rilanciare a Fiorentina sia il momento giusto per combattere una sorta di lotta ai mulini a vento contro il sistema dei procuratori, del moderno calciomercato e delle dinamiche tra società, calciatori e intermediari. Le sedi per discutere con le altre società di queste problematiche del calcio sono altre, e se non ci fossero bisognerebbe crearle. Il calcio è in difficoltà e le società devono organizzarsi per risolverne i problemi con unità e senso di responsabilità.

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Fiorentina, Gattuso se ne va: le colpe di tecnico e società

Detto questo, poi c’è Firenze e la Fiorentina. I tifosi e la città meritano di poter sognare qualcosa di meglio di una salvezza risicata. O quantomeno si auspicano sincerità, trasparenza e entusiasmo. L’arrivo di Gattuso faceva pensare che si potesse essere sulla strada giusta per rilanciare i viola. Il suo addio getta ancora una volta tutti nello sconforto. Senza pensare alla pessima figura fatta e alla cattiva immagine data dalla società.

Rocco Commisso è arrivato a Firenze portando entusiasmo. Un entusiasmo che piano piano è scemato, a causa di pessime decisioni calcistiche e un rapporto con giornalisti e istituzioni locali molto complicato. Ci auspichiamo che il presidente viola possa portare avanti il progetto marciando congiuntamente su una triplice strada:

  • il progetto tecnico: servono investimenti per migliorare la squadra, per migliorare i quadri societari e per far tornare a splendere il vivaio viola;
  • le infrastrutture: stadio, cittadella, merchandising devono restare centrali nelle idee della Fiorentina, ma vanno raggiunte attraverso dialogo costruttivo e collaborazione e non con strappi e giochi di potere;
  • cambiare il calcio: il calcio va cambiato. Forse per andare avanti c’è bisogno di tornare indietro. Meno partite, meno calciatori, più sviluppo dei giovani e più tempo per poter lavorare con serenità. Si devono però trovare le sedi giuste, creare collaborazioni e puntare all’unità d’intenti.
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Gennaro Gattuso ha scelto la Fiorentina con scetticismo. Lo sapeva lui e lo sapevano tutti. Si è sperato però che col suo entusiasmo potesse rilanciare un ambiente in difficoltà, portando idee e coraggio che ultimamente erano mancati all’ambiente viola. Avrebbe avuto indubbiamente altre possibilità di panchina, che oggi, con l’addio ai toscani si sono irrimediabilmente chiuse. Forse avrebbe potuto valutare meglio, non perchè Firenze non sia una grande piazza, tutt’altro, ma verificando che le intenzioni della società di Commisso fossero in linea con le sue.

Oggi ci ritroviamo con una grande piazza senza tecnico e con un grande tecnico senza squadra. Chissà come andrà a finire per entrambi.

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