Europei 2016: sei storie dalla Francia. Dal Bataclan al Brexit, il volo gaelico sulle ali di Ramsey e Bale (seconda parte)

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

In Francia, compiendo un salto si voglia scrivere sinestetico, complice l’allargamento a 24 squadre, il Regno Unito non è mai stato così tanto rappresentato.

C’è l’Inghilterra, e questo è scontato, c’è l’Irlanda e tra Mondiali ed Europei è già successo qualche volta, ed è una squadra tipicamente rognosa, c’è l’Irlanda del Nord ed è il debutto agli Europei, anche se ha già partecipato a tre Mondiali, e nella sua storia ha potuto vantare uno dei dieci calciatori più pazzi di sempre, ma altrettanto forti che hanno toccato il cuoio. George Best, nomen omen. E mi fermo qui, per non cadere nella banalità, che rifiuto.

L’autentica novità, però, è il Galles di Gareth Bale, mister 100 milioni, il trasferimento più importante nella storia del calcio. Pagato dal Real Madrid, e ci mancherebbe.

Unica assente, la Scozia.

(leggi la prima parte)

 

IL BREXIT, E IL VOLO GAELICO SULLE ALI DI RAMSEY E BALE

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Gareth Bale e Aaron Ramsey sono stati i migliori giocatori di Euro 2016. Solo il francese Antoine Griezmann è stato decisivo per la propria nazionale come i due gallesi

Chris Coleman siede sulla panchina del Galles dal 2012 ed il CT più giovane della manifestazione. Ex difensore della vecchia scuola britannica, ha costruito intorno al suo astro un arcigno 5-3-2.

Al debutto, tra i pali, il giovane Ward sostituisce il titolare Hennessey per un infortunio rimediato all’ultimo, davanti a lui i centrali difensivi sono Chester a destra, Davies a sinistra, guidati dal capitano Ashley Williams al centro. Ashley è un vero e proprio baluardo difensivo, ed è il capitano indiscusso dello Swansea, club gallese che milita nelle leghe inglesi dal primo dopo guerra, quando molti club fallirono. Dal 2011 è stabilmente in Premier League, e nel 2013 è riuscito persino a vincere la League Cup contro il Bradford, all’epoca nella quarta divisione inglese in una favola che solo il calcio inglese è capace costantemente di regalarci, con un netto 5 a 0. Nel Gennaio del 2016 lo Swansea navigava in brutte acque e la dirigenza ha deciso di affidarsi ad un italiano per salvarsi, Francesco Guidolin. Il nome, che per gli inglesi suona strano, desta curiosità non solo tra la stampa, ma soprattutto tra gli stessi calciatori dello Swansea. E chi è questo Guidolin? Ashley Williams, preoccupato, va a cercare su internet e scopre che questo allenatore è tra i primi dieci del calcio italiano per panchine in Serie A. Ragazzi, tranquilli, siamo in buone mani. Rassicura i suoi compagni. E, in effetti, si salvano senza pensieri.

Quindi…

Ward, Chester, Davies, Williams…sugli esterni, a tutto campo, perché fanno tutto il campo come dei treni, a destra Gunter a sinistra Taylor, anche lui dello Swansea. In mezzo al campo a protezione, Allen del Liverpool, ed Edwards. In attacco Jonathan Williams che è un centrocampista e non segna mai, e libero di svariare il numero 11 Gareth Bale.

Ne manca uno a centrocampo…il numero 10 Aaron Ramsey.

Il 10 è cresciuto nel Cardiff, l’altra squadra gallese che gioca in Inghilterra, ma è stato subito notato da Wenger che di giovani ne capisce eccome, poi vincere è un altro discorso, ed è diventato il perno del centrocampo dei gunners.


Nel Galles però gioca in un altro ruolo, come d’altronde Gareth Bale. É come se Coleman avesse detto ai suoi
“Fate il vostro, senza inventarvi nulla, là davanti ci pensano quei due, voi seguitili”.

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Aaron Ramsey è stato il miglior centrocampista di Euro 2016. Grazie ai suoi inserimenti alle spalle dei difensori. In questa manifestazione ha agito soprattutto sulla fascia destra.


Il 10 con un improbabile biondo platino, l’11 con un codino ben raccolto, formano un asse micidiale.
Tutto ruota intorno a loro.

Il madridista spazia per tutto il campo, e sul fronte offensivo quando te lo aspetti a sinistra, te lo ritrovi a destra – negli anni inevitabilmente ha imparato a giocarci perché è finito in squadra con Cristiano Ronaldo, e la fascia sinistra è del portoghese – e quando te lo ritrovi a sinistra non lo fermi perché si auto lancia e vallo a prendere! Alle superiori eccelleva nel calcio, nel rugby e nell’atletica. La madre gli ha detto scegli, e il ragazzo ha scelto bene. Il centrocampista, invece, non ha il compito di impostare, come fa all’Arsenal e come ci si aspetterebbe in una squadra qualitativamente inferiore, si inserisce in tutti gli spazi creati dal movimento delle punte e lasciati incustoditi. Gli avversari non ci capiscono niente!

Al debutto l’11 Giugno, allo Stadio Matmut-Atlantique di Bordeaux, contro gli slovacchi di Marek Hamsik, anche loro alla prima partecipazione, i gallesi passano in vantaggio dopo dieci minuti. Bale si conquista il fallo, e calcia la punizione. La tecnica è quella di Cristiano Ronaldo, l’ha sviluppata negli anni al Tottenham, e ha avuto modo di affinarla in allenamento direttamente con il maestro. Gambe aperte, parallele, posa statuaria, ma quella del gallese molto più essenziale, rincorsa decisa, qualche passo, testa in basso, busto inarcato, collo pieno sulla presa d’aria della palla. Il cuoio non rotea, ma sibila nell’aria, supera la barriera e cambia direzione all’improvviso. É tutto studiato per lasciar fare al Caso. Il portiere slovacco Matúš Kozáčik battezza il palo più lontano, fa un passo alla sua sinistra, ma viene tradito alla sua destra.

Poi gli slovacchi trovano il pareggio con Duda al primo pallone toccato, ma sembra un evento fortuito. Coleman toglie Edwards e mette Ledley che non ha giocato molto nel Crystal Palace, e Hal Robson-Kanu al posto di Williams che non segna mai. Sono due cambi decisivi, non solo per la partita.

Robson-Kanu in patria è un idolo, e viene soprannominato il Principe del Galles.

É nato a Londra e ha vissuto la propria infanzia nel quartiere del lusso di Kensington. Il nonno gallese è un reverendo, e il padre gallese è il vicario della chiesa St Mary Abbots. I suoi vicini di casa erano Mick Jagger, il Re di Giordania e Lady D. Ecco il perché del soprannome.

In Francia, però, ci è arrivato senza una squadra come calciatore svincolato dal Reading. É entrato da 10 minuti, quando Ramsey sfrutta il buco nel centrocampo slovacco, punta la difesa, salta il diretto avversario, ma perde l’equilibrio ostacolato dalla scivolata del difensore. Robson-Kanu, che non ha mai avuto grande senso del gol, è il più veloce a girarla di sinistro, ma la colpisce male. Talmente male che trae in inganno il portiere slovacco, non lestissimo a scrivere il vero, il Galles passa in vantaggio, e tifosi possono cantare Hal! Hal Robson! Hal Robson Kanu! sulle note di una canzone delle Salt’n Pepa Push it, che sinceramente non conosco.

La canzone dedicata ad Hal Robson-Kanu


Contro l’Inghilterra il 16 Giugno, Coleman capta l’impulso dato dai subentrati, e conferma 8/11 della partita contro la Slovacchia. Rientra tra i pali Hennessey, e da fiducia dal primo minuto a Ledley e a Robson-Kanu. I gallesi partono a mille, gli inglesi non riescono a trovare le misure su Bale e Ramsey, e ancora Bale trova il vantaggio su punizione da quasi 40 metri. Hart non impeccabile ecco. Il parere è prettamente personale, ma l’Inghilterra deve cercarsi un portiere.

Al rientro dagli spogliatoi, Kane e Sterling lasciano il posto a Vardy e Sturridge, e prima Vardy dopo 10 minuti e poi Sturridge all’ultimo secondo danno i tre punti agli inglesi. I gallesi sono tutti disperati perché sanno che il match l’hanno perso per due disattenzioni su calci piazzati.

Contro la Russia non c’è partita. É un netto 3 a 0, ed è la prima partita di questi Europei a terminare con tre gol di scarto. Vanno in rete sia Ramsey che Bale, in mezzo il terzino Taylor. Gli uomini sono sempre gli stessi, tranne l’attaccante Vokes, anche lui non molto abituato al gol. Coleman sta cercando l’attaccante ideale per favorire l’asse Ramsey-Bale. Ma intanto una cosa è certa: Galles agli Ottavi di Finale. E ci passa da prima del girone, con il miglior attacco della competizione. Al secondo posto si classifica l’Inghilterra, e finisce nel tabellone dell’inferno con Francia, Germania, Spagna e Italia.

Ed è proprio contro l’Italia, già sicura del primo posto, che l’Irlanda, nella partita della vita, trova la vittoria che le consente di passare come miglior terza. É il 22 Giugno ed è la partita che chiude la fase a girone degli Europei. Si ricomincia il 25 con la fase ad eliminazione diretta.

La pausa sembra essere fatta apposta per lasciare spazio all’evento politico più determinante dell’ultimo periodo. Il 23 Giugno, infatti, è il giorno del Referendum in Gran Bretagna.

Il partito UKIP ha ottenuto sempre più consensi nel corso dei mesi. Il leader del partito è Nigel Farage, ex conservatore, dal 1993 fervente esponente del fronte indipendentista britannico. Il Times e il Daily Telegraph lo hanno eletto tra i britannici più influenti di questa decade.

I giorni imminenti al voto sono stati segnati dall’uccisione di Jo Cox, membra del partito laburista, favorevole al Remain.

Il cinquantaduenne Thomas Mair, con problemi di psichiatria, è stato arrestato per l’omicidio della laburista. Il caso è finito, immediatamente, nei protocolli del terrorismo, ed è destinato ad essere ridiscusso per molto tempo. Intanto, sembra cinico a scriverlo – e forse lo è – ma la morte della Cox, rafforza la frangia del Remain.

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Jo Cox, membro del partito laburista, nei mesi precedenti al Brexit è stata un’attiva sostenitrice del Remain. Il 16 Giugno è stata assassinata da un fanatico con problemi psichiatrici. Il suo caso è finito sotto il protocollo degli eventi terroristici. Il 22 Giugno avrebbe compiuto 42 anni.

Alla vigilia, i sondaggi danno con un tranquillo vantaggio proprio i Remain, agli exit poll la forbice si è notevolmente ristretta, il mattino dopo il Regno Unito si sveglia fuori dall’Europa.

Il Leave ha vinto, con il 51% dei voti, poche migliaia di voti in più. Chi ha votato per il Remain non sembra crederci. Cameron, sfruttando l’articolo 50, potrebbe non accettare il verdetto, ma sarebbe un suicidio politico. Si dimetterà il giorno dopo, il passaggio di consegna con il suo successore avverrà il 13 Luglio.

Theresa May, conservatrice di ala liberale, diventa la seconda prima ministra inglese dopo la Thatcher.

Britain's Home Secretary Theresa May arrives to speak on the third day of the Conservative Party Conference in Manchester northern Britain, October 6 , 2015. REUTERS/Phil Noble 4637#Agencia Reuters

Theresa May, esponente del partito conservatore della fazione pro-Brexit, è la seconda primo ministro donna nella storia degli UK, a lei l’arduo compito di traghettare il Regno Unito fuori dall’Europa.

Intanto il 4 Luglio Nigel Farage si dimette dall’UKIP. Ha ottenuto la sua vittoria, e inizierà un tour in Europa per convincere altri Stati a compiere l’exit.

Ron Liddle, pregiata penna del giornalismo britannico, sullo Spectator ha definito la sua uscita come la peggior perdita della recente storia politica britannica, l’unico vero leader dell’ultima decade.

Le reazioni da parte di tutto il mondo non tardano ad arrivare. In primis dalle borse, e dal cambio Euro/Sterlina.

Adesso è prematuro scriverne, e si cadrebbe nella superficialità delle considerazioni, ma l’uscita ufficiale, che dovrebbe avvenire nell’arco di due anni, è di portata storica ed è destinata a cambiare, e molto, la nostra società.

Contestualmente, le reazioni contrariate per l’esito all’interno dello stesso Regno Unito, non tarderanno ad arrivare anche dal mondo sportivo. Perché questa decisione, rimanendo nell’ambito dello sport e del calcio, cambierà inevitabilmente anche le dinamiche di vita di tutti gli atleti britannici.

É l’autogol che molto probabilmente segnerà la fine del dominio del calcio inglese dopo una decade di primato assoluto, per organizzazione, spostamenti di denaro, e competitività media.

Intanto, in Francia, alla ripresa, il 25 Giugno, al Parco dei Principi a Parigi, il Galles si sfida con l’altra britannica, l’Irlanda del Nord, che è passata come miglior terza grazie alla vittoria contro l’Ucraina.

Sia in Galles, ma soprattutto in Irlanda del Nord, al referendum si è votato per il Remain.

E nessuna delle due, arrivate ad un punto in cui non si aspettavano di essere, hanno intenzione di uscire da questo Europeo. Un’altra volta in due giorni.

Il match è imbrigliato in una porzione ristretta di campo costruita ad hoc dai due commissari tecnici. Il Galles si schiera con il solito modulo e Vokes in attacco, l’Irlanda del Nord propone un quasi speculare 4-5-1. É la partita più sofferta per i Gallesi, che non riescono a trovare campo aperto davanti a loro e sfruttare l’illegale velocità di Bale, e i chirurgici inserimenti di Ramsey.

É in questa partita che i gallesi si scoprono squadra.

Robson-Kanu entra a inizio secondo tempo al posto di Vokes, e la squadra di Coleman ha la capacità di manovrare con pazienza. Fanno girare palla, non è il loro mestiere, ma l’Irlanda del Nord è tecnicamente inferiore, e il gioco riesce a un quarto d’ora dalla fine, quando la manovra si sviluppa da destra verso sinistra, e il pallone finisce sui piedi di Ramsey, fa finta di accentrarsi, spostando su di sé la triplice marcatura nordirlandese, suola, sterzata, palla sulla corsa di Bale, che conta i passi perfetto, cross basso tagliato in area di rigore, e quando passa tra portiere e difensore, il gioco è fatto. McAnley nel tentativo di anticipare Robson-Kanu la mette nella propria porta. Galles ai quarti di finale!

Il giorno dopo al Parco Olimpico di Lione, l’Irlanda con un gol su rigore di Brady, che ha già castigato l’Italia, porta in vantaggio i verdi dopo due minuti di gioco.

Il sogno irlandese dura un’ora quando il sonno francese ha il compito di destarlo le petit diable, Antoine Griezmann con una doppietta lampo. Griezmann che aveva la sorella nel Bataclan in quella tragica notte.

A chiudere gli Ottavi di Finale, è il match tra Inghilterra e Islanda del 27 Giugno a Nizza.

É la più classica delle partite favoritissima contro sfavoritissima. I bookmakers, invenzione inglese, lo dicono.

L’Islanda, tuttavia, ci arriva con l’entusiasmo che potrete immaginare. Una nazione con poco più di 300 mila abitanti e 20 mila tesserati, agli ottavi di finale dell’Europeo più atteso di sempre, alla prima partecipazione.

L’Inghilterra dall’altra parte non ha trovato ancora la giusta quadratura. Roy Hodgson ha a disposizione un potenziale offensivo incredibile, ma non sa come schierarlo in campo. Conferma l’idea iniziale dell’Europeo con Alli e Rooney mezzale. Sturridge e Sterling saranno, invece, gli esterni offensivi affianco a Kane, ancora a secco. Lallana e Vardy partiranno dalla panchina, insieme al classe ’97 Rashford. Nel tentativo di mettere assieme più talenti possibile, Hodgson mette in campo una squadra squilibrata con molti interpreti fuori ruolo.

L’inizio è prima un arcobaleno di illusione, e poi una tempesta che si abbatte impietosa. In una dinamica che si sviluppa in rewind, succede tutto nei primi venti minuti.

Rooney trova il vantaggio su un rigore provocato ingenuamente dal portiere, poi nel giro di quindici minuti, prima Sigurðsson e poi Sigþórsson infilano un disastroso Hart.

La partita a quel punto non c’è più. Sembra assurdo, mancano più di 70 minuti, ma gli inglesi hanno ricevuto il colpo del knock-out. Nel tabellone dell’inferno, l’ Islanda è ai quarti di finale!

Il clima di tensione intorno alla squadra inglese che ha accompagnato la vigilia del match sfocia negli attacchi dei maggiori tabloid anglosassoni: la sconfitta passa alla storia come Brexit² ed Hodgson sarà costretto alle dimissioni.

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Nella parte più semplice, l’altra favola è quella del Galles. La squadra di Chris Coleman rimane a sorpresa l’unica nazionale a rappresentare il Regno Unito.

Il 1 Luglio allo stadio Stade Pierre-Mauroy di Lille l’avversario del Galle è il Belgio.

I fiamminghi giungono agli Europei con la pesante investitura di numero 2 nel Ranking mondiale, la numero 1 in Europa.
Al debutto gli facciamo (ndr l’Italia) capire subito che qui si fa sul serio con un secco 2 a 0, firmato Giaccherini e Pellè, simboli di una nazionale che ci farà emozionare, che non avrebbero mai giocato nel Belgio di Wilmots.
Poi le nette superiorità individuali hanno prevalso sugli avversari a seguire, e contro il Galles arrivano con il miglior attacco del torneo. E poi giocano a Lille…in pratica in casa.

Per SuperNews ho avuto il piacere di poter commentare live il match.

Galles e Belgio hanno dato vita alla partita più spettacolare dell’interno torneo, con ritmi che non si sono mai visti, dal primo all’ultimo minuto.

É quasi impossibile dare un giudizio obiettivo sul gioco espresso perché la partita non ha conosciuto interruzioni e tanto meno tatticismi esasperati.

Una sassata terrificante di Radja Nainngolan di prima intenzione da oltre 30 metri ha dato l’illusione ai belgi di mettere in discesa dopo tredici minuti una partita che Ashley Williams, il capitano e baluardo difensivo, ha riacciuffato venti minuti dopo con un colpo di testa sugli sviluppi del corner.

Nel secondo tempo, Wilmots schiera Fellaini al posto di Carrasco, ed è una mossa tattica sbagliata. Porta più fisicità che è mancata nel primo tempo, è vero, ma snatura il gioco dell’asso De Bruyne costretto a defilarsi sulla destra, riproponendo la soluzione tattica che già aveva fallito contro l’Italia. Hazard non pervenuto.

Bale è onnipresente in ogni azione offensiva, salta qualsiasi avversario con irrisoria facilità, mentre Ramsey è un’autentica spina nel fianco.

Dopo dieci minuti, nella ripresa, è proprio Ramsey a servire Robson-Kanu al centro, partito questa volta titolare. L’attaccante arpiona il cross, è spalle alla porta, può servire Taylor alla sua destra, ma con il tacco si gira su stesso, e mette fuori i tre difensori in marcatura, apre il piatto sinistro e infila inesorabile Courtois. Dagli spalti parte il coro Hal! Hal Robson! Hal Robson-Kanuuu!

Guarda lo splendido gol di Robson-Kanu

Sul finale, escono nel giro di pochi minuti Ledley che ha fatto una partita di corsa e contenimento incredibile, e proprio Robson-Kanu per Vokes che trova dopo cinque minuti un’incornata perfetta sull’assist del tuttocampista di destra Gunter. Galles 3, Belgio 1. Galles in semifinale. É storia.

Nei minuti di recupero Chris Coleman regala la standing ovation a…Ramsey!

Rivivi il Live di Galles, Belgio (in quelle ore, intanto, l’ISIS colpiva ancora, questa volta a Dhâkâ, capitale del Bangladesh)

L’Uefa giustamente inserirà Aaron Ramsey nell’undici ideale dell’Europeo

Con i suoi inserimenti è stato il centrocampista più determinante dell’intera manifestazione. E anche in questa partita il numero 10 è stato il migliore in campo.

Ma l’ammonizione al ’75, complice la diffida, lo ha messo fuori gioco per la semifinale che si giocherà contro il Portogallo.

Il 6 Luglio a Lione, il Galles risentirà molto dell’assenza del centrocampista che con i suoi inserimenti costanti ha messo in difficoltà chiunque, e Bale (a mio avviso, il miglior calciatore della manifestazione) non riuscirà a dar sfogo alle sua classiche sgroppate tra le linee lusitane.

Il Portogallo centrerà la sua unica vittoria in questo Europeo nell’arco dei 90 minuti grazie a un unodue, siglato da Ronaldo e Nani all’inizio del secondo tempo, che tarperà il volo del Galles, spinto dalle ali di Aaron Ramsey e Gareth Bale.

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Gareth Bale esulta dopo il gol su punizione oltre i 30 metri contro l’Inghilterra. Nella fase a gironi ha segnato 3 gol in 3 partite. Negli ottavi ha procurato l’autogol del passaggio ai quarti di finale. Contro il Belgio era onnipresente. Nessuno decisivo come il gallese ad Euro 2016.

 

 

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