Edgar Davids: “In Olanda insegnano il calcio ma quello italiano è più bello”

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui


Edgar Davids, ex centrocampista olandese della Juventus, ha parlato in diretta Instagram con l’ex campione del mondo con la nazionale italiana, Fabio Cannavaro. Ne è uscito fuori un bel quadro della situazione tra calcio di ieri e calcio moderno. Tra battute e rimpianti dei tempi passati, c’è modo di trovare bellezza e fattori positivi anche per quanto concerne il calcio di oggi.

La chiacchierata Davids – Cannavaro

Edgar Davids e Fabio Cannavaro, ex calciatori di primo livello oggi allenatori. Li abbiamo sentiti chiacchierare insieme, facendo una interessante parabola sull’evoluzione che il calcio ha subito dagli anni ’90, quando hanno cominciato la loro carriera, ad oggi.

Il calcio italiano degli anni ’90

“Per gli stranieri giocare in Italia era più difficile, non è come ora. In quell’epoca si avevano al massimo tre stranieri in squadra, poi 5 e così via. Quelli che arrivavano dovevano essere fortissimi, non potevi mollare mai. La concorrenza era alta con gli italiani che a quel tempo, gli anni ’90, erano fortissimi. A quel tempo l’Italia era la più forte lega in assoluto. Non ti poteva capitare di andare in squadre di livello basso, perché in ogni squadra c’erano comunque quei due o tre giocatori capaci di stravolgere una partita.”

Euro 2000: la semifinale Italia – Olanda

“Ricordo la faccia di Mark Iuliano dopo il rigore dato a noi perché mi aveva fatto fallo. Mi venne vicino e disse “Edgar, perché ti butti sempre?” Lo conoscevo bene Iuliano, come giocava, sapevo quello che avrebbe fatto. Io gli dicevo sempre di stare in piedi. Poi, tornando al match, io in vita mia non credo che abbiamo mai giocato una partita in cui abbiamo sbagliato addirittura due rigori. Avevamo una squadra bella carica noi, ma voi avete fatto un capolavoro con un uomo in meno in quella partita.”

La scuola Ajax

“La scuola Ajax è speciale perché ti insegna a capire il calcio. L’Ajax i suoi giovani li fa giocare come se fossero la prima squadra. All’Ajax devi capire, costruire e poi anche inventare, siamo più offensivi. La scuola italiana invece è basata su una forte impostazione difensiva. Gli allenamenti italiani si basano molto sulla disciplina e sulla tattica e spesso risultano molto noiosi, però è sinonimo di organizzazione dei ruoli. Ognuno sa quel che deve fare lui e quel che devono fare gli altri. Invece da noi non c’è limite alla creatività, si può creare ovunque. La difesa da noi non ha una disciplina così rigida.”

Il calcio moderno

“La cosa che mi piace del calcio di oggi è che si può imparare da tutti. Conte in Italia sta dando il buon esempio. Una volta se arrivavano palloni dietro al portiere, spesso e volentieri quel pallone finiva in fallo laterale per non rischiare. Oggi si cerca di giocare di più, di costruire le azioni da dietro, impostando il gioco.”

“Alla nostra epoca quasi nessun italiano andava all’estero. Ora sono molti di più. Questo ti fa capire quanto il calcio italiano stia cambiando. Ora c’è un continuo scambio tra italiani che vanno a giocare o allenare all’estero e viceversa. Pensa che anni fa in Olanda il catenaccio era visto con diffidenza, poi nei mondiali 2010 in Sudafrica ho visto l’Olanda fare il catenaccio! Non esiste una formula per vincere, devi avere giocatori bravi ma anche bravi da gestire. Noi adesso che siamo allenatori lo sappiamo perché abbiamo una visione più ampia rispetto a quando eravamo calciatori.”

Tra calcio, cultura e mentalità

“Quando sono arrivato in Italia ho capito subito una cosa. Quando arrivi in un altro paese devi cambiare, se non cambi non puoi crescere e diventare un grande giocatore. Vedi ad esempio quei grandi giocatori stranieri che arrivano in Italia e poi non si esprimono al meglio? Bisogna ricominciare da zero: come si mangia, come si parla, come si vive. Si deve cambiare tutto. In Olanda si mangia alle 6, in Italia alle 9 e poi tre ore di allenamenti! Da noi in tre ore ne facciamo due di allenamenti! Devi cambiare proprio mentalità, anche quella sportiva.”

La bellezza unica del calcio italiano

“Speriamo si possa tornare presto a vedere il calcio in Italia perché per me è il più bello.”

Conclude Fabio Cannavaro: “Era un pazzo. Anche alle 3 di notte si alzava e andava a fare allenamento in palestra!”.

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