Dal Pino (Lega Serie A): “Stato inaccettabile, serve l’Europa”. Protezione ed efficienza tra digitale e ‘Respect room’

Pubblicato il autore: Antonio Quarta Segui

Paolo Dal Pino, Presidente della Lega Serie A e vice-presidente della FIGC, smuove le acque sui temi che stanno rischiando di far stagnare il Calcio italiano.
In un’intervista rilasciata a ‘Radio Anch’io Sport’, su Rai RadioUno, il dirigente vanta gli obiettivi raggiunti e critica aspramente i passi indietro compiuti dal mondo del Pallone nell’ultimo periodo. In particolare torna sul tema degli aiuti finanziari di Stato chiesti dalla Lega per alleggerire le difficoltà in cui naviga da tempo il settore, esprimendo tutta la propria amarezza per l’ultimo decreto del Consiglio dei Ministri. La norma, secondo il manager, avrebbe totalmente ignorato la richiesta (presentata nel 2020) di contenimento e frazionamento di alcune imposte: “E’ difficile comprendere come uno Stato non abbia a cuore un settore che ha versato oltre 14 miliardi di contribuzioni. Abbiamo chiesto provvedimenti a costo zero per società che, a causa della pandemia, sono in perdita di 1,2 miliardi. Spero si riesca a breve a riparare a questa dimenticanza, altrimenti non è accettabile. Non abbiamo chiesto dei ristori come altri settori, ma la dilazione delle scadenze di sei mesi di contributi del 2021 e sono certo che il Parlamento, in sede di conversione del decreto, capirà le nostre ragioni”.

Campionato di Serie A, troppi costi o troppe squadre? Che l’Europa ci aiuti!

Alle aspre critiche sui costi/sprechi della Serie A il Presidente risponde proponendo una soluzione comunitaria: “La riduzione dei costi passa attraverso il financial fair play a livello europeo. Le cause che impediscono lo sviluppo delle società sono molteplici: In questo paese, ad esempio, per costruire uno stadio ci vogliono dieci anni contro i due delle altre nazioni europee”. Potrebbe essere una soluzione frammentare gli impegni della massima Serie (lo ‘spezzatino‘, idea per la quale in passato Dal Pino è stato fortemente attaccato) o modificare il numero dei partecipanti? Secondo la Lega tutto questo resta un’incognita: “Ci sono nazioni in cui le partite vengono giocate in giorni e orari diversi, noi avevamo ipotizzato di farlo e poi non lo abbiamo fatto. Questo è il calendario che si vedrà fino a fine stagione. In tutta Europa viene diversificato il campionato per valorizzarlo mediaticamente. […]Le piccole società sono il cuore del nostro Campionato e possono essere il messaggio sportivo più bello. La FIGC ci ha lasciato la decisione di organizzare un campionato a 20 o a 18 squadre, le nostre società stanno discutendo il numero: chiaramente chi gioca in Europa vuole meno partite, chi ha paura di retrocedere e non gioca in Europa vuole restare a 20. In questo momento mi sembra che l’ago della bilancia penda sulla decisione di restare a 20. Le prossime riunioni diranno quale sia la direzione migliore”.

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FIFA e UEFA, proliferare ed ambire. Protezione ed efficienza patrimoniale della Serie A

Dal Pino esprime scetticismo anche quando gli viene chiesto se la Lega Serie A possa aspettarsi una mano dagli organi internazionali: “È evidente che, da parte di FIFA e UEFA, ci sia una tendenza alla proliferazioni di eventi per occupare il calendario. L’ultimissima è i Mondiali ogni due anni, ma anche la Champions League che ha 100 partite in più o la nuova Conference League. Sono tutti elementi che indicano ambizioni sempre più importanti da parte di questi due organismi. Non sta a me giudicare le loro strategie, il presidente di una Lega Calcio deve proteggere i propri club e il successo del Campionato nazionale. Noi abbiamo le idee abbastanza chiare, che prescindono dal format: la differenza la fanno le date ed è importante riuscire a proteggere il nostro Campionato o la qualità delle nostre squadre, che devono essere messe nelle condizioni di competere su scala europea. Per questo hanno bisogno di infrastrutture, è importante che si valorizzi al massimo il valore mediatico della Serie A, che vi sia un sistema di controllo attraverso FIGC e la stessa Serie A dei costi, dell’efficienza economica, ma anche patrimoniale, che oggi non c’è, e che ritengo una delle condizioni di base per avere un futuro sano”.

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Il divario digitale, un abisso nel quale non sprofondare

E neanche la spinosa questione della digitalizzazione, dal canto suo, sembra apportare benefici in questo campo: “Le nostre strutture avevano fatto ogni verifica sulla possibilità di avere sostanzialmente il nostro Campionato solo sulla rete, sulla banda larga, le condizioni c’erano e ci sono. DAZN è responsabile della qualità delle partite trasmesse: ho ripetuto più d’una volta che, quanto successo, è inaccettabile. […]Nelle ultime domeniche, qualcosa di meglio si è visto. È un passo estremamente importante, è la prima volta che siamo canale monodistributivo su una tecnologia nuova, mi auguro che questo porti il nostro Paese a ridurre il ‘digital divide‘ e ad imporre l’uso della tecnologie e della banda larga in tutte le zone d’Italia possibili”.

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La soluzione ‘Daspo’ e la chimera della ‘Respect room’

La medaglia che Dal Pino può ostentare è quella della sensibilizzazione: “Tutto ciò che è razzismo e discriminazione è orribile e non fa parte di noi. Non è un problema solo di stadi, dove si vedono casi singoli di personaggi che non dovrebbero più entrarvi. Siamo al lavoro per un protocollo d’intesa per un ‘Daspo‘ a vita verso chi si macchia di razzismo non solo in uno stadio, ma in tutti. Mi piacerebbe che nel nostro centro Var di Lissone ci sia una stanza, una ‘Respect room‘, dove la tecnologia ci aiuti a debellare le discriminazioni”.

Le mille e una clausola: valorizzare la nostra competizione

Il Presidente di Lega viene infine interrogato sul breve termine. Riguardo la data della Supercoppa Italia tra Inter e Juventus dichiara: “Non è ancora definita. Una è verso la fine di dicembre, il 22, l’altra il 5 gennaio. Stiamo parlando con i rappresentanti dell’Arabia Saudita, abbiamo un contratto con loro”, con riferimento all’accordo per il cui espletamento mancherebbe una competizione da giocare in Arabia Saudita tra questa stagione e la successiva. “Loro non avevano esercitato l’opzione per disputare la partita in quest’anno, sono arrivati in ritardo, ora ci chiedono di disputarla. Dal nostro punto di vista onorare il contratto evidentemente è fondamentale e ogni cosa che ci consenta di valorizzare la nostra competizione è positiva. È un tema di cui si sta occupando il nostro AD, sono certo che a breve avremo un soluzione”.

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