La lezione di vita di Gianluca Vialli: "Ho paura di morire ma..."

Gianluca Vialli ha parlato della sua malattia confidandosi con Alessandro Cattelan, durante "Una semplice domanda", il docu-show che andrà in onda dal 18 marzo 2022 su Netflix.
Alcuni contenuti della puntata sono stati anticipati dal settimanale Oggi che sarà in edicola a partire da questa giornata.
"Io non ho paura di morire, eh. Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall'altra parte. Ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire. Però, mi rendo anche conto che il concetto della morte serve per capire e apprezzare la vita. L'ansia di non poter portare a termine tutte le cose che voglio fare, il fatto di essere super eccitato da tutti i progetti che ho, è una cosa per cui mi sento molto fortunato". Parole potenti emotivamente, che lasciano intendere la grande forza e determinazione di Gianluca Vialli, nel voler concludere a tutti i costi ogni suo proposito.
L'ex centravanti completo, ha evidenziato come dal dolore può nascere anche dell'emozione positiva: "La malattia non è esclusivamente sofferenza: ci sono momenti bellissimi. La vita - e non l'ho detto io, ma lo condivido in pieno - è fatta per il 20percento da quello che ti succede, ma per l'80percento dal modo in cui tu reagisci a quello che accade. E la malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, essere anche un'opportunità. Non dico al punto di essere grato nei confronti del cancro, eh...".
La lunga malattia di Gianluca Vialli e la lotta al cancro
Dal 2017, il dirigente sportivo di Cremona, Gianluca Vialli, ha scoperto di avere un tumore al pancreas. Da quell'anno combatte questa brutta malattia tentando di salvarsi. Negli ultimi anni, quest'ultima sembra sia regredita. Proprio per questo motivo, Vialli è tornato in campo con il ruolo di Capo delegazione della Nazionale italiana. Commovente l'abbraccio all'amico di mille battaglie, Roberto Mancini, nella notte dell'Europeo di Wembley vinto dagli azzurri.