Autista Mourinho: “Si è complimentato. Affascinato dal calore dei romanisti. Il tifo più bello d’Italia”

Pubblicato il autore: Margot Grossi

AUTISTA MOURINHO BUS FESTEGGIAMENTI – Nella giornata di giovedì, la Roma ha festeggiato la vittoria di Conference League con i propri tifosi. Tre i bus scoperti che hanno sfilato per le storiche zone della città. La squadra è partita da Trigoria per poi passare dalle Terme di Caracalla e dirigersi verso Circo Massimo… per terminare poi il giro dopo il Colosseo.

Festeggiamenti Roma, Luca di Vito è l’autista del bus di Mourinho

L’autista del pullman in cui c’era José Mourinho si chiama Luca Di Vito, ed è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport per parlare della giornata recentemente trascorsa.

Di Vito ha parlato delle sensazioni provate e dell’allegria del popolo giallorosso: “Stavo lavorando, quindi non l’ho potuta vivere a pieno questa festa. La responsabilità era tanta e i tifosi erano molti. Sono rimasto colpito, il popolo romanista è molto attaccato alla squadra, prova un amore particolare. Penso che sia il tifo più bello d’Italia e si sono meritati una cosa del genere. Sono rimasto meravigliato dal calore che c’è verso la Roma”.

Guidare in quelle condizioni, non è stata di certo una passeggiata: “C’è stato un momento mentre stavamo arrivando al Colosseo in cui ero completamente bloccato. L’avrei voluta vivere più a pieno questa festa, l’ho vissuta a metà. Speriamo che si possa ripetere anche prossimamente”.

Durante i festeggiamenti, un bambino è salito sul pullman: “Non ci avevo fatto caso ma me lo hanno detto. E’ stato un bel gesto quello di Mourinho. E’ stata una bella emozione”.

Sulla conversazione con Mourinho e staff: “Mi ha fatto le congratulazioni. Nessuno prima mi ha raccomandato nulla e alla fine mi hanno fatto i complimenti”.

Sulla durata del tragitto: “I giocatori e lo staff sono partiti da Trigoria e noi li abbiamo aspettati alla vecchia Fiera di Roma. Siamo partiti verso le 16.15 e il giro è durato 3 ore e mezza”.

Luca Di Vito ha descritto questo giorno come il più difficile da quanto ha iniziato a lavorare: “Assolutamente sì. C’era tanta preoccupazione che qualcuno potesse finire sotto le ruote. Mi aspettavo dei cordoni intorno ai tre pullman, è stato un giorno che non dimenticherò mai anche se è stato stressante”.

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