Morte Mino Raiola, il mistero sui motivi del decesso e il cortocircuito d’informazione

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto


C’è un velato alone di mistero attorno alla morte Mino Raiola. Il famoso procuratore, considerato da molti il più potente, è deceduto all’ospedale San Raffaele il 30 aprile 2022. A darne la notizia la famiglia con un comunicato sui social. La conferma del trapasso di Mino è arrivata circa 48ore dopo la notizia della presunta morte dell’italo-olandese, smentita prontamente dalla famiglia e dall’ospedale, con Alberto Zangrillo che stizzito rispondeva: “Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo“. Lo stesso Raiola aveva lanciato un tweet dove si diceva arrabbiato per le notizie sul suo stato di salute. Due giorni dopo la tragica notizia.

Morte Mino Raiola, mistero e le possibili ipotesi su un’errata comunicazione

Il mondo del calcio si è stretto intorno a lui e alla sua famiglia, con messaggi di cordoglio arrivati da tutte le società e federazioni. C’è mistero, però, sulle cause del decesso. Quello che si è che da mesi Mino era ricoverato al San Raffaele di Milano. Lo scorso 12 gennaio era stato operato per una malattia polmonare, poi subito smentita, annunciando il tutto come un controllo di routine. Non a caso pochi giorni dopo l’operazione erano emerse ulteriori indiscrezioni: secondo la Bild il procuratore era stato ricoverato in terapia intensiva con un quadro clinico molto complicato. Evidentemente le condizioni di salute si saranno aggravate, portando alla prematura morte a 54 anni.

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Viene da chiedersi: perché tutto questo mistero? Soprattutto cosa è successo giovedì 28 aprile, quando è stata data la presunta morte del procuratore? Chi è la fonte che ha fatto trapelare l’indiscrezione? Online spopolano una serie di teorie circa le motivazioni che hanno portato a tale errore: la prima riguarda una semplice coincidenza, cioè non ci sarebbe nessun nesso tra la fake news e la conferma dopo un paio di giorni della morte di Mino; la seconda è che la famiglia e l’ospedale abbiano voluto prendere tempo per capire come muoversi; terza ipotesi una fuga di notizie errate dall’ospedale.

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