Allegri alla Juve stile Ferguson, Capello: “Il nostro calcio non è culturalmente attrezzato”

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini

allegri juve capello
Il ritorno di Allegri alla Juve sembra ormai cosa fatta, anche per Fabio Capello. Una stagione deludente quella dei bianconeri, che a poche giornate dalla fine rischiano di non qualificarsi per la prossima Champions League. Salvo la vittoria della Coppa Italia e le ultime partite caratterizzate da convincenti prestazioni, Andrea Pirlo terminerà la sua esperienza alla Vecchia Signora dopo solo un anno di mandato. Il ritorno di Max però ha il sapore di una vera e propria rivoluzione. Il ruolo che andrebbe a ricoprire è quello di un manager alla inglese, con di conseguenza addii di Nedved e Paratici. Possibilità quindi di lavorare sul campo, ma anche di operare sul mercato. I modelli da seguire sono quelli di Alex Ferguson e Arsene Wenger, che hanno guidato per anni rispettivamente il Manchester United e l’Arsenal. Che sia l’inizio di un ciclo decennale per Allegri sulla panchina della Juve?

Leggi anche:  Asta di riparazione Fantacalcio, i giocatori da acquistare nelle vostre leghe: ecco i consigli!

Ritorno in grande stile di Allegri alla Juve, ecco le parole di Capello

Su questo non è d’accordo Capello che, presso la Gazzetta dello Sport, ha dichiarato: “Il nostro calcio non è culturalmente attrezzato per un modello genere Ferguson e penso che alla fine ognuno cercherà di difendere il suo orticello, ma poi bisognerebbe spiegare bene di che cosa si tratti e se sia compatibile con l’attualità. Ferguson, come Wenger, diede un’impronta fortissima al suo club. Era il capo assoluto dello United. Lavorava poco sul campo, dove delegava uno staff che eseguiva alle lettera i suoi ordini. Anche Wenger aveva il controllo totale, sebbene soprattutto nei primi anni sul campo fu decisamente più presente rispetto a Ferguson. Parliamo però di un calcio anni Novanta e primo decennio del secolo attuale. Il football è cambiato e sta cambiando soprattutto su due versanti: tecnologia e comunicazione. I social sono una realtà con cui un tecnico contemporaneo deve per forza confrontarsi”.

  •   
  •  
  •  
  •