Capuano: “Riporto l’Avellino in Serie A, sogno ancora i 40mila del Partenio”

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui

December 23, 2016 – Parma, Italy – Parma Calcio 1913 vs Modena F.C. Nazionale Lega Pro 2016/2017.23 12 2016 Parma, Tardini Stadium, Italy.Parma Calcio 1913 vs Modena F.C. 3 to 1.sport calcio.Parma beat Modena 3 to 1: for Parma marked Calaio, Georgie and Corapi a penalty kick, for Modena scored Giorico..In the pic: Ezio Capuano Modena F.C.’s head coach gestures during the National Championship Lega Pro match between Parma Calcio 1913 and Modena F.C. at Tardini Stadium in Parma ph Massimo Morelli (Credit Image: © Massimo Morelli/Pacific Press via ZUMA Wire)

Mister Eziolino Capuano ha fatto un percorso straordinario in questa stagione con l’Avellino. Succedendo a Giovanni Ignoffo, autore di un inizio stagione abbastanza altalenante, ha saputo ribaltare le sorti del campionato, traghettando la squadra dalla parte fredda della classifica fino a quella calda dei Play-Off. Un salto di qualità, quella portata dal tecnico di Pescopagano, che ha sbalordito tutti i tifosi irpini che a luglio 2019, quando già si parlava di un suo arrivo sulla panchina biancoverde, avevano invece storto il naso all’idea del suo sbarco ad Avellino. Ora Capuano ha pienamente conquistato il cuore di tutti, con grande merito.

Capuano, un sogno chiamato Avellino

Ha sicuramente riacceso le speranze in un club tramortito dai problemi societari. Ezio Capuano, detto Eziolino per via della sua simpatia in campo e fuori, ha saputo riprendere le redini di una squadra pericolante e gli ha trasmesso la grinta ed il coraggio per risalire la classifica fino alla zona Play-Off. Prendere per mano l’Avellino non è stato facile, è stata una scelta di coraggio e Capuano lo sa. Lui ama le sfide e si è preso questo grande impegno, rispettandolo al massimo. Ma ora ha un sogno: traghettare il suo amato Avellino fino alla Serie A, dove neanche lui è mai ancora arrivato.

“Ora voglio portare l’Avellino in Serie A”

In un’intervista concessa a Radio Punto Nuovo, Capuano ha parlato del suo presente nell’Avellino e dei suoi sogni in prospettiva, realizzabili anche grazie all’arrivo di Angelo Antonio D’Agostino, il nuovo Presidente dei lupi che garantirà sicuramente una solidità finanziaria maggiore rispetto al passato, concedendo i margini per la realizzazione di un progetto ambizioso. “Il mio sogno è portare l’Avellino in Serie A e questo è il mio obiettivo per il quale lavorerò duramente. Se la società, il direttore Di Somma, la famiglia D’Agostino mi riterranno valido per costruire un progetto importante, mi potrà cercare anche il Real Madrid, ma io resterò ad Avellino per raggiungere questo sogno. Ho avuto anche in questo periodo diversi contatti con delle squadre che mi hanno cercato, ma non esiste nulla per me se non Avellino”.

Un breve passaggio tra il discusso arrivo ad Avellino e la situazione odierna: “Io sono arrivato tra mille critiche, ma ho solo pensato a lavorare e mi sono detto che questa piazza prima o poi la conquisterò. E ora penso che tutti mi rispettino e mi amino. E sono felicissimo. Ora abbiamo un campionato difficile da finire, se ci saranno le condizioni, altrimenti dalla prossima stagione proveremo a costruire qualcosa di importante”.

Il gioiello Parisi e l’addio di Karic

Capuano si sofferma poi sul gioiello rivelazione dell’Avellino Fabiano Parisi e su Nermin Karic, andato via nel mercato invernale: “Io Karic l’ho fatto giocare ovunque , gli ho fatto fare più ruoli, ha qualità importanti, ma a livello di collettivo lui è un tantino anarchico. Quindi ad un certo punto ho preferito accontentarlo e lasciarlo andare, a malincuore, ma era giusto così. Parisi? Speriamo di ripartire da tanti giovani importanti. Fabiano è un pilastro di questa società e mi auguro si possa ripartire anche da lui”.

Avellino, una piazza fuori dal comune

Capuano, uomo dall’emozione facile e genuina, ci trasmette un ricordo che lo ha particolarmente colpito: “Ho pianto quando ho capito cosa rappresenta per un tifoso la squadra di calcio, ho pianto. L’Avellino è qualcosa che va oltre il calcio per questa gente. Quando i tifosi, nonostante le difficoltà, ti incitano, ti caricano, ti contestano pure, vuol dire che hanno a cuore questa squadra, amano questi colori che rappresentano un punto di riferimento per loro”.

L’analisi della stagione e la ripresa dei campionati

L’analisi della stagione di mister Capuano: “Solo il Signore sa dove saremmo potuti arrivare senza gli infortuni di Charpentier e Silvestri. probabilmente avremmo avuto una classifica diversa ma per ora ci godiamo quella che abbiamo. Nessuno ad agosto avrebbe mai detto che saremmo stati in zona Play-Off a otto giornate dal termine. E attenzione perché ci sono squadre che ancora devono venire al Partenio-Lombardi, due scontri diretti con Catanzaro e Viterbese che possono ancora migliorare la nostra classifica”.

Uno sguardo alla situazione emergenziale che il Coronavirus ha causato ai campionati ed al calcio in generale: “Penso si stia perdendo troppo tempo in chiacchiere per quanto riguarda il campionato. Leggendo i dispositivi su come ripartire, credo che solo due o tre squadre di Serie B possano ripartire, oltre che la Serie A. Io credo che la Serie C con questo protocollo non potrà ripartire, è utopia. Mi auguro che il 4 maggio si possa essere al Partenio-Lombardi per allenare i ragazzi, ma non credo sarà possibile. Ripartire credo sia un segno di speranza, non solo per il calcio, ma per tutti. Spero che con la ripartenza della Serie A poi si trovino di conseguenza anche le riforme per far ripartire Serie B e Serie C, ma soprattutto i Dilettanti. Nessuno pensa a loro, molti dei quali non arrivano neanche a fine mese per far mangiare i propri figli”.

“Sogno ancora i 40.000 del Partenio”

Capuano poi conclude così, in bellezza: “Voglio dire una cosa: Avellino non la conoscevo se non per una cosa che vedevo da ragazzo, ovvero i 40.000 del Partenio della Serie A. Una notte scappai in treno da Pescopagano per raggiungere Avellino per vedere una partita con la Juventus e c’erano 40.000 persone. Io voglio che anche nel mio Avellino, un giorno, ci siano 40.000 persone a cantare per noi.”

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