Florenzi: "Roma mi manca, ma ho capito che era il mio turno"


Alessandro Florenzi, è tornato a parlare del suo amore per i colori giallorossi, e dell'avventura passata alla Roma. L'attuale esterno destro del Milan ha giocato per ben 8 stagioni (9 se si considera anche la presenza nella stagione 2010-2011 prima di finire in prestito al Crotone e le Giovanili dal 2002 al 2011) nella squadra della capitale, della quale è stato anche capitano. Ben 279 presenze e 28 reti totali per lui, tra cui quella famosa contro il Barcellona da centrocampo.

Florenzi ha parlato ai microfoni di DAZN: "Roma sicuramente mi manca, perché è parte di me. E' stata, è e lo sarà la squadra che ho tifato fin da bambino e per cui ho dato tutto. Il momento in cui ho capito che le nostre strade si stavano separando è quando mi hanno detto che non servivano più gli eroi per i tifosi della Roma. Davanti a me c'è stata la successione degli addii di De Rossi e Totti e ho capito che era il mio turno. L'ho fatto cercando di dare meno problemi possibili e comportandomi da professionista esemplare. L'ho accettato e sono andato avanti. L'esperienza all'estero mi ha aiutato perché non ho mai affrontato la Roma, ora incontrarla in campionato è stata un po' difficile. Non avrei mai esultato al gol".

Florenzi, nel suo pensiero attuale solo il Milan

I ricordi di Roma non si possono dimenticare, ma in questo momento, il difensore laureatosi Campione d'Europa con l'Italia nel 2021, ha un solo obiettivo: fare bene con i rossoneri. Queste le sue parole per l'emittente Milan TV, che riguardano la sua carriera e il big match di domenica sera contro i bianconeri: "Questa è la normalità di quello che mi aspettavo di dare (riferendosi al suo momento di forma, ndr). Spero di dare anche di più di quello che posso. Sto cercando di ripagare la fiducia che il Milan ha avuto in me. E'ovvio che all'inizio avevo qualche problemino che poi ho risolto in un mese con l'operazione al menisco. Dopo penso si sia visto, in parte, quello che Florenzi può dare al Milan.

L'ho detto alla presentazione, il Milan è stata la squadra che ha riposto fiducia in me, quindi avrà il 110% da me in tutto quello che potrò, anche quando magari dovrò dare qualcosa in più rispetto a quello che posso dare: eccomi qua, non ci sono problemi. Sono fatto così'".

Sulle punizioni e sul ruolo di terzino: "Quando arrivo lì ci siamo io, Theo, Olivier se gioca Olivier, Zlatan se gioca Zlatan. Da lì parliamo quei due secondi, ma basta anche uno sguardo che può far capire chi la deve calciare. E anche alle volte chi se la sente in quel momento. Rimango il coltellino svizzero di sempre, non c'è dubbio su questo. E' ovvio però, che lì ormai ci ho fatto una carriera e so cosa posso dare lì, ma ovviamente anche dove il mister crede che sia più utile alla squadra: sarò sempre a disposizione".

Su Milan-Juventus: "Io penso che quella con la Juve sia una partita che si prepara da sola. Sono quelle sfide che ti possono dare uno slancio veramente importante. Secondo me ci dovrà essere un mix tra le due: tra quello della motivazione, di averne più di un avversario che in questo momento è dietro di noi e a cui non dobbiamo far prendere punti e dall'altra ci sarà una questione tecnico tattica che stiamo già studiando col mister. Cercheremo di vincere la partita".