Sgarbi: “Calci in c*** ai ministri che non vogliono il calcio”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Continuano le polemiche sulla ripresa del campionato. Mentre in altre nazioni si va verso la ripresa del calcio, con la Bundesliga pronta a ripartire a breve, in Italia si discute ancora se far ripartire o meno il sistema calcistico nazionale. In questi giorni sono tanti i giornalisti e i politici che si sono schierati a favore di una riapertura del campionato, come Cruciani, Renzi, Ravezzani, Mughini e Giordano, che hanno criticato apertamente le misure adottate dal Governo, in particolar modo del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Al coro dei malcontenti si unisce anche Vittorio Sgarbi, politico, opinionista, critico d’arte e anche proprietario della società sportiva dilettantistica Cervia 1920.

Vittorio Sgarbi, tramite un videmessaggio lanciato sul sito Sportmediaset e i loro social, attacca nel suo stile chi ha chiuso il calcio e ne ritarda la riapertura: “Chiudere il calcio è stata una follia di idioti e incapaci – afferma Sgarbi -. L’unico modo per non trasmettere il virus è stare all’aperto: camminare in un parco, in un bosco, in campagna, di giorno o di notte. Questi ci hanno detto di no, ed è sbagliato! Hanno sbagliato! Ci hanno costretto a perdere due mesi della nostra vita e anche parte della nostra salute“. Il critico d’arte poi continua: “L’aria non è pericolosa, giocare all’aperto non è pericoloso, ma in qualunque momento il pericolo può venire da uno scontro fisico, un contrasto fra un giocatore e un altro. Quanto rischia un portiere? Trauma di due mesi. Con il Covid-19, invece, 14 giorni e sei guarito, “mitico” Coronavirus. La rottura del menisco? Del crociato?” afferma ironicamente Sgarbi. “Io come presidente del Cervia calcio, dico che ci siamo preoccupati di una cosa che non c’era, altri potevano essere i motivi di preoccupazione, ma certamente no per interrompere le partite. E’ stato un delitto! Riapriamo i campi di calcio subito, altrimenti prendiamo a calci in c*** i ministri che non lo vogliono, a calci nel c***” conclude duramente Vittorio Sgarbi.

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